Caos e lunghe file per i vaccini M5S attacca: Schael va rimosso

28 Aprile 2021

Disagi anche ieri: è stato necessario l’arrivo dei carabinieri. Il caso approda in Prefettura e in Regione Le consigliere Marcozzi e Stella: altra figuraccia del manager. Forgione: «Il problema risolto a breve» 

CHIETI. Non si fermano le code palaUda. Anche ieri tanti disagi tra i 70enni e i pazienti fragili in fila per la vaccinazione: molte le proteste e, come nei giorni scorsi, al palazzetto dello sport di via dei Vestini sono intervenuti i carabinieri. Le polemiche sono arrivate anche in consiglio regionale con le consigliere del Movimento 5 Stelle Sara Marcozzi e Barbara Stella che sono tornate a chiedere la rimozione del direttore generale della Asl Thomas Schael. E intanto, ieri mattina, le file al palasport hanno tenuto banco anche nel corso della riunione del tavolo “Salus et Spes”, coordinata dal prefetto Armando Forgione.
VERTICE IN PREFETTURA Il tavolo di lavoro sulla pandemia si è riunito ieri mattina come di consueto alla presenza del prefetto. C’erano anche i rappresentanti dei cinque comuni più grandi della provincia, Chieti, Lanciano, Vasto, San Salvo e Ortona, insieme al direttore generale Asl Schael che ha seguito il vertice dalla prefettura insieme a Forgione. «Abbiamo chiesto di fare alcune modifiche sulla piattaforma di prenotazione di Poste», ha riferito Schael al termine della riunione, «e noi come Asl abbiamo aumentato il numero delle postazioni vaccinali all’interno della struttura: ora sono 7, sia di accettazione che di vaccinazione, non più 5. In questo modo la fila scorrerà di più». È ottimista il prefetto Forgione: «Il problema si risolverà al più presto possibile», ha detto, «le criticità sono dovute al passaggio da un sistema di prenotazione all’altro, ci sono stati accavallamenti e sovrapposizioni».
APPELLO AI SINDACI Per migliorare la campagna vaccinale e superarne le criticità, il prefetto ha fatto una raccomandazione ai sindaci «perché dicano chiaramente ai cittadini che hanno prenotato il vaccino di andare negli orari stabiliti: capita spesso, infatti, che gli utenti vadano un’ora prima e questo contribuisce a creare le file. Un’altra cosa va detta chiaramente a chi deve vaccinarsi: il siero che stiamo utilizzando è quello AstraZeneca. Purtroppo questo vaccino continua a suscitare troppe diffidenze. In provincia la Asl ha fatto 20mila vaccinazioni con AstraZeneca senza registrare alcun problema. So che, soprattutto nel Vastese, si registra diffidenza verso questo vaccino e ho intenzione di andare a fondo per capire il perché di tanti rinunciatari in quella zona. Cercheremo», ha concluso il prefetto, «anche di affrontare il problema della carenza di medici di base che ha dato disponibilità alla vaccinazione».
M5S ALL’ATTACCO Il problema delle code al palaUda diventa anche politico. Il Movimento 5 Stelle interviene con le consigliere regionali Sara Marcozzi e Barbara Stella. Quest’ultima, che annuncia un’interrogazione consiliare, ieri è andata personalmente al palaUda per verificare «se la Asl fosse intervenuta in qualche modo per evitare le code. Purtroppo ho dovuto constatare come forse la situazione sia perfino peggiorata, se la Asl è intervenuta, molto probabilmente non lo ha fatto in modo sufficientemente adeguato». Attacca anche il capogruppo Marcozzi: «Pur di cercare colpevoli a cui addossare la colpa», ha detto la consigliera, «il direttore Schael è arrivato ad attaccare perfino un sistema di prenotazioni come quello di Poste Italiane. Un'accusa che ha avuto vita breve perché l'azienda ha smentito duramente il manager. È solo l'ultima delle tante brutte figure a cui è andata incontro la sanità abruzzese e, in particolar modo, quella teatina, che impiega il proprio tempo a lanciare attacchi sterili venendo sbugiardata poco dopo, mentre abbandona i cittadini al proprio destino. Dopo questo nuovo caso, non riesco a capire come sia possibile che l'assessore regionale Nicoletta Verì e il presidente della Regione Marco Marsilio continuino a difendere il direttore generale Schael. Io rinnovo alla giunta l'invito a riflettere sull'operato del manager e a valutare l'ipotesi di sollevarlo da un incarico che, a mio parere, non ha saputo ricoprire».
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