Capasso esamina la salma di Santa Teresa

3 Settembre 2024

Il direttore del museo universitario in Spagna per la ricognizione sul corpo a 442 anni dalla morte

CHIETI. Nuovo prestigioso incarico internazionale per il direttore del museo universitario della d’Annunzio Luigi Capasso, chiamato in Spagna per controllare lo stato di conservazione della salma della santa Teresa d’Avila. A 442 anni dalla morte, e a 110 dall’ultima ricognizione, il professor Capasso ha riaperto la tomba della santa tanto venerata in terra spagnola. La tomba si trova nel monastero dell’Annunciazione di Nostra Signora, ad Alba de Tormes, nella diocesi di Salamanca e nella regione di Castilla y León. La ricognizione è già partita: Capasso – accompagnato da altri due antropologhi in forza alla d’Annunzio e al museo universitario, il professor Ruggero D’Anastasio e il dottor Jacopo Cilli – è arrivato in Spagna martedì scorso. La fine della ricognizione è prevista tra circa sei mesi. Sul posto l’équipe teatina si avvale del supporto e della strumentazione di colleghi spagnoli.
Una curiosità: Santa Teresa morì nella “lunga notte” tra il 4 e il 15 ottobre 1582. Un salto temporale che si spiega con l’introduzione del calendario gregoriano: proprio nella notte della morte entrava in vigore infatti il calendario voluto per correggere il disallineamento accumulato dal vecchio calendario giuliano.
«Un paio di anni fa», dice Capasso, «ci avevano chiamato da Santa Maria della Scala, a Roma, per la ricognizione di un piede della santa. Ora hanno radunato tutte le reliquie che si trovavano anche in altre parti della Spagna. Ci hanno raccontato, in particolare, di una mano della santa che era in un reliquario e che Francisco Franco volle sul suo tavolo di lavoro per tutta la vita, sin da quando scoppiò la guerra, perché guidasse la sua mano. A testimonianza di quale grandissima considerazione gli spagnoli hanno per questa santa».
Non è la prima volta che Capasso e la sua équipe vengono chiamati fuori Italia per imprese del genere. Nel 2013 la chiesa maronita in Libano chiese a Capasso di occuparsi del restauro della mummia dell’eroe nazionale libanese Youssef Bey Karam, primo teorico dell’indipendenza di quel paese, morto durante il suo esilio in Italia nel 1889. Qualche anno fa il professore con la sua équipe si è occupato della ricognizione del corpo della santa francese Léonie Martin. (a.i.)
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