«Cara Lucia, devi cercare di andare avanti»

10 Dicembre 2023

La mamma di Federica, studentessa di Medicina morta in un incidente, abbraccia la madre di Michele

CHIETI. Hanno lo stesso nome, condividono lo stesso dolore, lo stesso strazio che mai troverà sollievo. Lucia Di Domenico ha perso venerdì mattina per sempre suo figlio Michele Di Loreto, il 20enne di Filetto morto mentre cercava il suo gatto a casa. Il 17 novembre, poco più di venti giorni fa, Lucia Capraro rispondeva al telefono a una chiamata del 118 che le diceva le parole che una mamma, un genitore, non vorrebbe mai sentirsi dire. Federica Pia Pizzuto, che di anni ne aveva uno in più di Michele, è morta nello schianto con un furgone sulla circonvallazione allo svincolo della Pineta, in direzione Francavilla. Da quel giorno ne sono passati altri 23. «Ma è come se fosse successo oggi», racconta Lucia, la mamma di Federica che come Michele frequentava l’università d’Annunzio.
Lei iscritta a Medicina con il sogno del camice bianco, lui al corso di Economia e commercio a Pescara con la passione del diritto.
«La mia è una ferita aperta», continua la mamma, «non passa così, uno prova ad andare avanti ma è solo sopravvivenza. La vita, i figli, una ragazza di 21 anni non tornano indietro». Le due mamme hanno un dolore in comune, ricordi e momenti che ogni giorno gli si palesano davanti: dalla cameretta dei loro figli, ai loro vestiti magari lasciati ancora sulla sedia, i libri dell’università rimasti aperti sulla scrivania.
«Io cerco solo di sopravvivere», dice Lucia, «noi abbiamo un’altra figlia Giulia: lei è la nostra forza che ci fa andare avanti. Ma è un dolore che non passerà mai. È dura». E una madre che ha perso suo figlio dove trova allora la forza per andare avanti ogni giorno? «La forza la devi cercare di trovare in te stessa», risponde Lucia, «le parole di incoraggiamento non bastano mai. In questo periodo abbiamo avuto tante persone vicine che ci hanno sostenuto e lo continuano a fare, ma la forza di andare avanti la devi trovare dentro di te. Bisogna crearsi dei nuovi obiettivi, bisogna aggrapparsi a qualcosa per sopravvivere». Ma anche questo non basta quando perdi un figlio. «Questo non ti regalerà comunque una gioia perché la felicità era altro», racconta la mamma di Federica, «il dolore è immenso, è devastante. Io sei mesi fa ho perso mia madre, ma questa è la cosa più brutta che possa esistere. Io ogni mattina mi trovo davanti a un bivio e devi scegliere la strada per sopravvivere, non per vivere. Da una parte c’è l’affronto e dall’altra è quella che ti dice di sopravvivere e convivere con un doloroso ricordo. I ricordi fanno male. Federica è sempre in mezzo a noi, è incancellabile».
E Lucia abbraccia la madre del giovane Michele. «Io so come sta e quello che ha dentro, è devastante e la capisco», dice, «deve provare a trovare la forza e provare a dare un senso. Spero che anche lei abbia un altro figlio per trovare in lui la forza di andare avanti, ma si parla sempre di sopravvivere. Bisogna prima convivere con questo dolore e poi si cercherà forse di dare un senso. Mia figlia diceva sempre: “Mamma, la vita è una e va vissuta”. Io cerco di aggrapparmi a questo». (e.g.)
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