Caramanico: il Pd ha imposto il candidato
GUARDIAGRELE. Secondo l' ex consigliere regionale Franco Caramanico, c'è l'assoluta esigenza di fare chiarezza sulle motivazioni che hanno portato alla nascita di due liste elettorali, alternative a...
GUARDIAGRELE. Secondo l' ex consigliere regionale Franco Caramanico, c'è l'assoluta esigenza di fare chiarezza sulle motivazioni che hanno portato alla nascita di due liste elettorali, alternative a quella di centrodestra. «Inizialmente - ricorda Caramanico - da una parte c'è stata la volontà dei partiti Pd, Rc, Idv e Ps, di riproporre la coalizione della lista "Il bene in comune", già perdente nel 2010 e, dall'altra, quella di un gruppo di cittadini di mettere invece insieme una squadra che, al di là delle appartenenze politiche, fosse in grado di garantire un buon governo alla cittadina. Per la scelta dei candidati sindaci, «da una parte esisteva una discussione interna al Pd che ha visto dimissioni, discriminazioni e il rifiuto delle primarie e, dall'altra invece, il tranquillo avvio di un percorso per la formazione di una lista trasversale e di un programma condiviso». Caramanico, evidenzia, che i due gruppi non hanno mai potuto giungere ad un accordo. «Nell' incontro del 31 ottobre 2014 - osserva Caramanico - la lista "Il bene in comune " rifiutò infatti, categoricamente, la nostra proposta di creare una "coalizione aperta" oltre al centrosinistra, anche ad altre personalità della cittadina». L'ex consigliere regionale, ricorda che poi, è entrato in gioco il comitato per le primarie. Proposta naufragata anche se appoggiata dalla segretaria provinciale del Pd Chiara Zappalorto. «Da parte nostra, evitando ogni polemica» osserva Caramanico «siamo stati costretti a bloccare il percorso per la presentazione della lista e il comitato, dopo aver raccolto 600 firme, ottenendo da Dal Pozzo, solo un "no, grazie" è stato costretto a sciogliersi, dopo un lodevole lavoro. In un comunicato» conclude Caramanico «è stato detto che ci sia qualcuno che più di me ha il diritto di amministrare, penso invece, che esista solo il diritto dei cittadini a voler scegliere il loro candidato Sindaco».(g.i.)
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