Carcere con poco personale: è protesta

31 Luglio 2014

Gli agenti annunciano una serie di manifestazioni davanti alla casa circondariale di Villa Stanazzo

LANCIANO. Una serie di manifestazioni di protesta contro la carenza di personale nel carcere di Villa Stanazzo. Lo annunciano, in una nota congiunta, la maggioranza delle organizzazioni sindacali della casa circondariale frentana. «A seguito della diffusa indifferenza dell’amministrazione verso le recriminazioni sindacali e nonostante le richieste d’incontro avanzate a partire dall’aprile 2014, alle quali a tutt’oggi non vi è stato alcun riscontro», si legge nella nota, «Uil, Sappe, Osapp, Sinappe, Cgil, Cnpp annunciano l’inizio delle manifestazioni di protesta nella casa circondariale di Lanciano».

Da tempo le organizzazioni sindacali, insieme e separatamente, lamentano la carenza di personale che ha portato, negli ultimi mesi, a un numero di poliziotti penitenziari pari a 137 unità, dei quali solo 132 in servizio effettivo. «Il coefficiente numerico, individuato a Roma per attestare la carenza di personale negli istituti come quello di Lanciano, è pari a 0,63», continuano i sindacati, «oggi tale coefficiente per la casa circondariale frentana è pari 0,45, a fronte di 0,53 che nel 2010 avevamo rappresentato come criticità oggettiva per il corretto funzionamento dell’istituto. Questo è un chiaro indice della gravissima carenza di personale, e nel frattempo la previsione del personale necessario al funzionamento minimo dell’istituto è passato da 147 a 163 unità: la carenza di agenti, quindi, è di almeno 31 unità». Le organizzazioni sindacali rimarcano i turni di servizio che arrivano a coprire anche doppi turni, 10-12 ore a fronte delle 6 previste. «E per sopperire alla carenza di personale, stante il gravissimo periodo di crisi economica in atto, si fa leva sulle cresciute necessità economiche delle famiglie sfruttando i poliziotti penitenziari», sostengono i sindacati, «che per attaccamento al dovere, senso di responsabilità nonché per garantire ai propri cari un minimo di tranquillità economica, si prestano a svolgere turni senza il necessario riposo e, in alcuni casi, interrompendo le ferie estive in cambio di qualche spicciolo in più in busta paga». Da qui la decisione di mettere in atto una serie di manifestazioni di protesta: un sit-in di protesta di fronte all’istituto, la settimana prossima, l’astensione dalla mensa, lo “sciopero dello straordinario” e altre possibili iniziative al vaglio. (s.so.)

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