Carcere, gli agenti cambiano protesta: sit-in sulle strade

18 Maggio 2021

LANCIANO. Stop all’astensione dalla mensa e via ai sit-in di protesta. Cambia forma ma va avanti lo stato di agitazione della polizia penitenziaria del carcere di Lanciano, che dal 15 febbraio scorso...

LANCIANO. Stop all’astensione dalla mensa e via ai sit-in di protesta. Cambia forma ma va avanti lo stato di agitazione della polizia penitenziaria del carcere di Lanciano, che dal 15 febbraio scorso protesta contro la fortissima carenza di personale in servizio nell’istituto penitenziario di Villa Stanazzo.
«Finora alla protesta ha preso parte mediamente il 95% dei lavoratori con punte del 100%», afferma il segretario generale regionale della Uilpa polizia penitenziaria, Ruggero Di Giovanni, «purtroppo l’amministrazione penitenziaria si è dimostrata distaccata e insensibile alle nostre richieste di aiuto, evidentemente 100 giorni di ferie arretrate a testa ed un ricorso allo straordinario in costante aumento non sono considerati segnali validi ai fini di un intervento da parte da parte del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria».
Quindi, dopo tre mesi di protesta, il cartello sindacale composto dalle sigle Sappe, Osapp, Uilpa, Uspp, Fns Cisl e Fp Cgil conferma lo stato di agitazione e nel contempo modifica la protesta in atto: da domani le organizzazioni sindacali dichiarano interrotta l’astensione dalla mensa ordinaria di servizio e preannunciano una serie di sit-in di protesta in varie sedi istituzionali, il primo dei quali si terrà di fronte alla casa circondariale il prossimo 26 maggio.
«Appare purtroppo evidente il distacco degli uffici centrali con le sedi periferiche», prosegue Di Giovanni, «a tratti sembra quasi che nel carcere di Villa Stanazzo siamo colpevoli di aver cercato di attuare un’attenta politica di organizzazione del lavoro tale da consentirci negli anni di mantenere 6-7 posti di servizio con una turnazione a 6 ore. Una colpa questa che sembra farci considerare dei privilegiati agli occhi dei più, rispetto ad altre strutture dove si è preferito passare direttamente ai turni da 8 ore su tutti i posti di servizio. La cosa però va contro tutte le normative a tutela dei lavoratori che, giova ribadirlo, prevedono per la polizia penitenziaria una turnazione basata sulle 6 ore giornaliere». (s.so.)
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