Cardiologia vietata, è lite sull’ospedale

Il direttore generale Asl non consente l’ingresso ai consiglieri regionali in visita di controllo e scoppia la polemica
VASTO. Nuova lite sull’ospedale San Pio di Vasto: il direttore generale Asl Thomas Schael non ha gradito la richiesta di accesso al reparto di cardiologia dei componenti della commissione sanità della Regione e ha impedito il passaggio del consigliere M5S Pietro Smargiassi. «Una limitazione gravissima», accusa Smargiassi, «che avrà inevitabilmente delle conseguenze». È accaduto ieri mattina durante la visita al San Pio del presidente della commissione, Mario Quaglieri, insieme a Etel Sigismondi, responsabile della segreteria del governatore Marco Marsilio, e ai consiglieri regionali Manuele Marcovecchio, Fabrizio Montepara e Smargiassi per valutare le condizioni dell’ospedale. «Si tratta di un reparto che ospita pazienti fragili e complessi», risponde la Asl, «per il quale la normativa vigente prevede misure restrittive di accesso al fine di ridurre al minimo i potenziali rischi per i ricoverati». Ma l’accaduto riapre la polemica: «Invito Schael a rivedere le sue posizioni», interviene anche il sindaco Francesco Menna.
LO SCONTRO. Fra Schael e Smargiassi c’è stato uno scontro: «È inaccettabile», denuncia Smargiassi, «che il direttore nominato dalla politica impedisca a una commissione consiliare di ispezionare una o più parti dell’ospedale. Non siamo andati a fare una gita domenicale. È nostro diritto esaminare ogni luogo ed evidenziare le criticità per poter chiedere soluzioni alla giunta. Schael ha limitato il nostro margine di azione pur non avendone alcun diritto. Cosa temeva il direttore? Forse che l’intera commissione si rendesse conto che quel che ho sempre denunciato in quel reparto corrisponde alla realtà? Che i locali sono inadeguati, gli impianti elettrici buttati a terra, i servizi igienici impraticabili per un paziente in carrozzina? Ci siamo trovati davanti a un atteggiamento inaccettabile che evidenzia ancora una volta quanto Schael non abbia ben chiaro il limite tra il ruolo politico e quello del direttore di una Asl. Questo fatto, non si chiuderà certo senza strascichi».
DIAGNOSI SUL SAN PIO. La visita ispettiva ha portato alla scoperta di criticità: il sopralluogo ai crolli del 3° e 4° piano, ovvero in quello che era il punto nascita oggi interdetto. Un danno importante. Nel reparto dialisi, collocato al fianco dei locali cucina, manca ancora di stanze destinate al laboratorio.
QUAGLIERI. Per ripristinare lo stato dei luoghi il presidio ha bisogno di un investimento stimato in 10 milioni di euro di lavori. «Sarebbe un errore», dice Quaglieri, «non investire sul presente guardando al quel che sarà, e quando sarà, il nuovo ospedale. Pronto soccorso, dialisi, Utic e punto nascita: sono queste le unità operative che attendono da anni una riqualificazione mai arrivata».
IL PIANO ESISTE. Il piano delle opere da realizzare è stato messo nero su bianco con una relazione, stilata dal direttore investimenti e patrimonio Filippo Manci, e consegnata ai consiglieri. Marcovecchio ha posto l’accento sulla carenza di anestesisti, mettendo sul tavolo l’ipotesi di autorizzare la Asl, con atto regionale, a bandire un concorso solo per Vasto e a prevedere incentivi economici per gli specialisti che accetteranno come sede di lavoro stabile il San Pio.

