Carenze in ospedale, petizione dei cittadini

Parte la raccolta firme contro i problemi del San Pio. Smargiassi (M5S): «Difficoltà in ogni reparto»
VASTO. Parte in città una petizione per salvare l'ospedale San Pio. Diversi gruppi di cittadini si stanno muovendo per raccogliere firme e organizzare un sit in davanti al presidio sanitario. Il sindaco Francesco Menna spera di ricevere prima della protesta una risposta dalla Regione. L'arrivo della stagione turistica come era prevedibile sta mettendo in seria difficoltà il pronto soccorso. «Al pronto soccorso del San Pio, come negli altri reparti», ha ricordato ieri il consigliere regionale del M5S, Pietro Smargiassi, «ci sono difficoltà di ogni genere che denuncio ormai da anni. Non più di un mese fa ho segnalato una grave carenza di personale e lavoratori costretti a turni massacranti per rispondere alle esigenze degli utenti, preannunciando come l’arrivo dell’estate avrebbe peggiorato di gran lunga la situazione. È chiaro che, viste le segnalazioni continue, palesate anche dal dirigente di reparto, nulla dovrebbe essere sconosciuto ai vertici della Asl, eppure nessuno ha mosso un dito per anni. Oggi miracolosamente una parte della politica (la Lega) si è svegliata e addirittura anche il direttore Thomas Schael sembra aver capito che al San Pio ci sono criticità importanti. Ma la verità è una sola: il San Pio è stato abbandonato e chi come me lo urla da anni è stato inascoltato. Bisogna intervenire immediatamente», sollecita Smargiassi, «per garantire all’utenza un servizio efficace e chi ha sbagliato, chi ha mal gestito l’emergenza cronica del personale, va cacciato. Non meno colpevole è chi per connivenza partitica ha taciuto sulle numerose falle di gestione della Asl per anni e oggi si sveglia. Non si fa politica sulla pelle dei cittadini. Il San Pio è al collasso come ho denunciato subito dopo la mia ultima visita ispettiva e qualcosa va fatto subito per risanare tutta la struttura». I problemi sono in tutto l’ospedale: Ortopedia, Pronto Soccorso, Rianimazione, ma anche Neurologia. «Quest’ultima», ricorda Smargiassi, «inspiegabilmente è in un padiglione diverso da quello degli altri reparti salvavita con problemi logistici enormi per spostare i pazienti anche per fare le Tac. Mancano strumentazioni indispensabili per diagnosticare la morte cerebrale, mancano monitor multiparamedici e un ecografo. Manca un sistema di aria condizionata che eviti ai pazienti di subire le conseguenze delle ore più calde della giornata. Poi ci sono Cardiologia e Medicina che non hanno gli holter pressori, perché rotti da anni, e anche con 35 gradi di temperatura bisogna andare a Lanciano per farsi applicare l’holter». A proposito dell'annunciato nuovo ospedale, Smargiassi chiede: «Ma quando vedrà la luce? Dopo i disegni mostrati alla stampa oltre un anno fa si può assistere anche alla posa di qualche pietra o dobbiamo aspettare le prossime elezioni per nuove promesse elettorali?». (p.c.)

