«Cari genitori ascoltate sempre i vostri figli»
CHIETI. Massimo Belisario è uno psicanalista di Chieti. Il Centro gli chiede di far capire ai lettori perché un adolescente tende a ingrandire i piccoli problemi facendoli diventare cause vitali. E...
CHIETI. Massimo Belisario è uno psicanalista di Chieti. Il Centro gli chiede di far capire ai lettori perché un adolescente tende a ingrandire i piccoli problemi facendoli diventare cause vitali. E che cosa deve fare un genitore per evitare drammi come quello vissuto ieri dal papà e dalla mamma della 12enne.
Perché un adolescente arriva a fuggire da casa e scuola per un cellulare negato?
«Bisogna conoscere quel sistema familiare. Che tipo di ascolto c’è nei confronti di una 12enne che vuole sentirsi all’interno di una rete sociale creata attraverso il cellulare. A quell’età è importante per i ragazzi costruirsi una propria rete, dopo aver privilegiato quella familiare, per sentirsi accettati dal gruppo dei pari. Di fronte a ripetuti e categorici no, e quindi a una situazione che l’adolescente ritiene di non poter più risolvere con il dialogo, diventa per lui, o lei, di vitale importanza mettere in scena un gesto eclatante».
In altre parole vuole dire che si è trattato di una protesta?
«Se osserva il fatto, cioè la fuga, si rende conto che andarsene all’improvviso non è altro che la rappresentazione della propria situazione di ragazzina che si sente tagliata fuori».
Ci dia un consiglio su come comportarsi per evitare fatti simili e rassicurare chi invece li ha già vissuti.
«Il suggerimento da dare è quello di mettersi sempre all’ascolto dei propri figli. Il cellulare è un mezzo che consente la comunicazione attraverso i nuovi sistemi rappresentati dai social. Ai genitori direi di preoccuparsi non quando un figlio chiede loro di avere un cellulare come i compagni, ma, al contrario, quando si isola dal resto del mondo».
Quindi il cellullare le andava e le va comprato?
«Direi di sì, anche perché i figli vogliono essere accettati dalla rete dei coetanei senza escludere i genitori dal loro ruolo privilegiato». (l.c.)

