Carinci annuncia la candidatura a sindaco

Vasto. L’attuale consigliera del M5S proiettata verso le elezioni 2021: no alle alleanze con i partiti
VASTO . Ribadisce il no alle alleanze con i partiti, apre al civismo e annuncia un programma da costruire insieme ai cittadini che vogliono aderire al progetto “chiamavasto” del Movimento 5 stelle. Dina Carinci, consigliera comunale pentastellata, ufficializza la sua candidatura a sindaco alle elezioni comunali del 2021 e brucia tutti sui tempi. L’occasione è la conferenza stampa tenuta ieri nella sala convegni “Aldo Moro” degli ex palazzi scolastici di corso Italia, alla presenza del sottosegretario ai rapporti con il Parlamento, Gianluca Castaldi, della deputata Carmela Grippa, del consigliere regionale Pietro Smargiassi, del consigliere comunale Marco Gallo e degli attivisti del Movimento.
«Mi hanno chiesto di candidarmi. Tante sono state le sollecitazioni, tante le espressioni di stima e voglio approfittare di questo momento per ringraziare tutti quelli che hanno manifestato apprezzamento per la mia persona», attacca Carinci. «Ci presenteremo alle elezioni con un programma che sarà frutto di un confronto partecipato, vero e reale con i cittadini. Una piccola rivoluzione nel modo di fare politica: credo che a Vasto non si sia mai tentato il coinvolgimento dei cittadini. Noi del Movimento 5 stelle questo progetto lo abbiamo pensato e strutturato, ora lo offriamo alla città con tutto quello che c’è dentro, con le nostre linee programmatiche, con le battaglie che abbiamo fatto in consiglio comunale io e il mio collega Gallo, e lo mettiamo a disposizione affinché possa essere arricchito dai cittadini di Vasto. Non è un progetto che contiene un timbro ed una firma, è aperto a chiunque: a singoli cittadini, ad associazioni, a gruppi di persone. È importante però sottolineare un aspetto», prosegue la candidata sindaco, «chi aderirà a questo progetto non si impegnerà per il M5S, ma con il Movimento per raggiungere un unico obiettivo. Questo progetto si tradurrà in un documento programmatico che si propone di promuovere lo sviluppo sociale ed economico della città mediante la valorizzazione e l’utilizzo delle risorse umane e naturali che questa città possiede. Mi piace dire che non sarà un libro dei sogni sebbene nasca dal sogno di noi cittadini di vedere questa città rinascere», aggiunge, «un’opera pubblica che risponde alle esigenze della collettività, per la quale ci sono dei fondi disponibili o intercettabili, è un progetto che può entrare in questo programma. Un’opera pubblica inservibile, oppure che non può essere finanziata, è un progetto che non può essere incluso in questo programma elettorale. Le favole non ci interessano e non ci interessano i programmi elettorali fatti all’interno delle sedi di partito».

