Caritas raddoppia gli aiuti per i poveri di Lanciano-Ortona

18 Marzo 2018

Dopo l’emporio alimentare, apre la bottega della solidarietà Il direttore Cuonzo: lavoro in crisi, le famiglie sono rassegnate

LANCIANO. La Caritas scende in campo per aiutare le famiglie in difficoltà con un nuovo progetto: la bottega della solidarietà. Apre i battenti domani in via Dei Frentani e sarà un centro in cui vestiti, oggetti, cancelleria, libri, invenduti o nuovi, rientrano nel circuito commerciale ed economico. Donati da commercianti, grossisti e privati, possono essere acquistati tramite un’offerta da tutti i cittadini. Soldi che poi la Caritas riutilizza per altri progetti, come il sostegno alla stazione alimentare-emporio, aperto in via Finamore, o per altri aiuti a chi ha bisogno. E sono purtroppo in tanti in Diocesi ad avere bisogno della Caritas. Non solo del classico pacco alimentare, ma anche di progetti che portino le persone indigenti a vivere con dignità, insegni loro ad evitare gli sprechi e a controllare l’economia familiare. «La Caritas assiste 4.100 poveri, 2.600 tra Lanciano e i comuni del comprensorio e 1.500 tra Ortona e zone limitrofe», spiega Luigi Cuonzo, direttore della Caritas diocesana, «famiglie che ogni mese ricevono un pacco alimentare. Ci sono poi 210 persone che fanno la spesa nell’emporio di Lanciano e altrettante ad Ortona. A queste si aggiungono le circa mille famiglie aiutate dalle parrocchie. È un universo quello dei poveri a cui la Caritas cerca di dare un sostegno non solo con pacchi di pasta e pagando le bollette (nel 2017 sono state pagate bollette per circa 35mila euro, ndc) ma anche cercando di migliorare la qualità della vita e ridando loro una speranza. I numeri, terribili, nascondono vite che si spengono. Quello che abbiamo notato in questo anno non è l’aumento dei poveri, quanto che si vive la disperazione nel silenzio, c’è una sorta di rassegnazione». E la chiusura della Honeywell non aiuta. «Abbiamo commercianti, professionisti che fino a qualche tempo fa riuscivano ad andare avanti», riprende Cuonzo, «ma abbiamo molti disoccupati e la chiusura della Honeywell e dell’indotto si farà sentire nella sua drammaticità». Ma Caritas reagisce con progetti nuovi, prima l’emporio aperto due anni fa e dove lo scorso anno è stata consegnata merce per 53mila euro, tra cibo, prodotti per l’igiene personale e per la pulizia della casa. E ora la bottega della solidarietà. «L’emporio è un luogo in cui una persona può scegliere ciò di cui ha bisogno», dice il direttore Caritas, «il cittadino che accede al servizio -solo su concessione della Caritas- “sceglie” cosa comprare, in modo da sviluppare in lui il senso della responsabilità. Poi si conserva la propria dignità perché spesso l’indigenza porta ad accettare tutto. E non deve sere così». Anche la bottega segue la logica della responsabilità e del riuso. «Non è uno svuota cantine per famiglie», precisa Cuonzo, «ma un luogo in cui si propone un nuovo stile di vita attraverso la rivalorizzazione dei beni, la riscoperta della cultura del risparmio, la rieducazione al consumo responsabile, la lotta allo spreco». La bottega aprirà domani mattina, dopo due anni di lavori.
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