Caro bollette, è lotta agli sprechi: «Un piano per abbattere le spese»

La giunta pensa alla creazione di comunità energetiche rinnovabili: così si può risparmiare fino al 35% Dai fondi Pnrr può arrivare un aiuto decisivo. Allo studio anche iniziative per sensibilizzare i cittadini
CHIETI. Una rivoluzione energetica per ridurre gli sprechi, contenere i costi delle bollette e sensibilizzare i cittadini. Il Comune muove i primi passi verso un cambiamento epocale proprio nel momento in cui gli importi delle bollette, arrivano al loro apice. L’amministrazione ha messo gli occhi sull’orizzonte semi-inesplorato delle comunità energetiche rinnovabili: un progetto che, attraverso la condivisione dei consumi e l’auto-produzione di energia, può produrre un risparmio fino al 35-40% per ogni utente. È un piano molto ambizioso ma ancora in fase di valutazione: in altre realtà abruzzesi è già attivo, a Chieti potrebbe presto svoltare grazie ai fondi europei del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Nel frattempo la giunta guidata da Diego Ferrara prepara anche una campagna di sensibilizzazione per ridurre gli sprechi, partendo dal municipio fino a raggiungere le case dei cittadini.
«LA DEMOCRAZIA ENERGETICA»
Il tema delle comunità energetiche è balzato sul tavolo durante un colloquio dei giorni scorsi tra il sindaco Ferrara, l’assessore Chiara Zappalorto e l’energy manager del Comune, l’architetto Franco Feliciani. Ma di cosa si tratta concretamente?
Una comunità energetica è una libera associazione composta da cittadini, attività commerciali, enti pubblici o imprese che scelgono di dotarsi di uno o più impianti condivisi per la produzione e l’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili (in primis il fotovoltaico). Senza entrare troppo in tecnicismi, potremmo definirla come una “democrazia partecipativa della gestione energetica”. Gli individui coinvolti si uniscono in un soggetto giuridico per produrre energia e condividerla tra di loro.
In questo modo i consumatori passivi (clienti) si trasformano in consumatori attivi e produttori di energia, dotati di un proprio impianto per la generazione di energia elettrica, con cui possono cedere la quantità “in eccesso” agli altri soggetti della comunità. Così diventa possibile ottimizzare i consumi e limitare diverse voci di costo, come quelli di trasporto dell’energia. Non sono necessarie modifiche tecniche agli impianti. Il nuovo meccanismo è già collegato alla rete elettrica tramite un contatore che regola la produzione.
Il modello su cui Chieti sta ragionando è molto simile a quello delle comunità energetiche strutturato per Pescara, dove il progetto è però in fase avanzata.
I VANTAGGI
L’adesione alla comunità energetica è gratuita. Una volta attivato l’impianto, la comunità può chiedere al gestore dei servizi energetici (Gse) gli incentivi previsti dalla legge per l’energia condivisa (cioè quella consumata dai membri nella stessa fascia oraria di produzione). Gli incentivi per la transizione ecologica sono validi per 20 anni. Nel concreto, secondo gli ultimi studi, il risparmio in bolletta viaggia tra il 35 e il 45% rispetto ai costi tradizionali. Questi incentivi sono inoltre cumulabili con altre agevolazioni (Ecobonus e Superbonus ad esempio). Le comunità energetiche diventano così realtà indipendenti dal sistema elettrico nazionale e autosufficienti, in più aiutano a ridurre l’inquinamento grazie all’utilizzo di energia rinnovabile. Sono anche un mezzo di contrasto alla povertà energetica: chi fa fatica a riscaldare la propria casa o a illuminarla, a causa dei costi, entrando in una comunità avrebbe un accesso più facile all’energia.
LE ALTRE INIZIATIVE
«Il programma del Comune viaggia in tre direzioni», spiega l’energy manager Feliciani, «oltre alle comunità energetiche, lavoriamo per intercettare i fondi Pnrr per l’efficientamento energetico degli edifici. Ma ragioniamo anche sui piccoli gesti quotidiani contro gli sprechi, come il Pedibus (cioè accompagnare i bimbi nelle scuole a piedi e in gruppi organizzati). Abbiamo in mente anche iniziative per educare la politica e i cittadini al risparmio energetico. Vogliamo incentivare comportamenti virtuosi», conclude Feliciani, «creando una coscienza amministrativa e privata forte sull’uso consapevole dell’energia».

