Caro-mensa, marcia indietro del sindaco

Annuncia che modificherà la delibera senza rivelare come ma Febo e mezza opposizione scoprono che l’atto è viziato
CHIETI. Marcia indietro sul caro-mense scolastiche. Il sindaco Umberto Di Primio affida a uno scarno comunicato stampa la volontà di attuare “possibili interventi a favore delle famiglie”. Ma poco prima l’opposizione era tornata a farsi sentire dopo aver scatenato il malcontento popolare.
Nel pieno della bagarre politica, Di Primio tenta di schivare il colpo incontrando i rappresentanti del mondo della scuola e dicendosi disponibile a fare qualche passo indietro. Ma non fa capire bene in quale misura. I problemi per il sindaco però non finiscono qui. Perché tra oggi e domani la Prefettura gli invierà la diffida ad approvare il bilancio, altro argomento caro all’opposizione e in particolare a un Pd che si dimostra essere sempre più a due teste, quella dell’ex candidato sindaco Luigi Febo e l’altra del consigliere comunale più votato del partito, Alessandro Marzoli.
IL DIETROFRONT. Affiancato dal vice sindaco, Giuseppe Giampietro, Di Primio ha incontrato ieri in Comune i dirigenti scolastici e i presidenti dei consigli di istituto. Al termine dell’incontro ha aperto al dietro front. «Accogliendo le istanze che provengono dal mondo della scuola e dai rappresentanti dei genitori», ha assicurato la volontà di «recepire alcuni possibili interventi e soluzioni migliorative».
La riunione, ha spiegato ancora Di Primio, è stata programmata «per raccogliere dalla diretta voce dei portatori di interesse una serie di informazioni propedeutiche ad una verifica di intervento per rendere ancora più equilibrato il costo del servizio di refezione scolastica. Un vertice utile nel corso del quale», ha concluso, «si sono poste le basi per verificare possibili interventi a favore delle famiglie, fermo restando la necessità, al tempo stesso, di contemperare il costo complessivo del servizio a domanda individuale».
IL RITIRO DELLA DELIBERA. Mentre Di Primio mette la pezza a colori, Febo scrive la diffida da inviare al Comune, alla Corte dei conti e alla Prefettura con la richiesta di annullamento, in autotutela, della delibera che sancisce non solo l’aumento delle tariffe delle mense, ma anche quello del trasporto scolastico e degli asili nido. Febo non è solo.
Secondo il consigliere comunale la delibera non rispetta i regolamenti per due ordini di motivi. Il primo riguarda il fatto che non poteva essere oggetto di una riunione di giunta ma sarebbe dovuta passare attraverso il consiglio comunale. L’altro riguarda il fatto che le delibere relative alle aliquote e alle tariffe dei tributi e delle altre entrate comunali devono essere approvate entro il termine stabilito dalla legge per l'approvazione del bilancio di previsione, termine fissato al 30 aprile scorso.
«Tale termine», si legge nella diffida, «assume carattere perentorio, determinandosi, nel caso del suo mancato rispetto, l'illegittimità della deliberazione».
SPUNTA IL MARZOLI BIS. Ad adiuvandum, se si vuole, arriva anche la richiesta di istituire la commissione mensa da parte di Marzoli.
Il consigliere del Pd, pur avendo firmato la diffida di Febo insieme a Chiara Zappalorto, Filippo Di Giovanni, Alessio Di Iorio, Diego Ferrara, Teresa Giammarino e Renata Sablone, ci mette del suo. Tanto per non essere secondo a nessuno.

