Cartelli contro i vaccini I medici: «Rimuoveteli»

10 Febbraio 2018

L’Ordine provinciale chiede l’intervento di sindaco, prefetto e ministro Lorenzin «Diffondono informazioni false e inquietanti: così si seminano dubbi e paure»

LANCIANO. Spunta anche in città un cartellone “no vax”, cioè a favore della libertà di scelta sulle vaccinazioni, e l’Ordine dei medici della provincia di Chieti insorge. Il presidente Ezio Casale scrive al ministro della Salute Beatrice Lorenzin, al questore Raffaele Palumbo e al sindaco Mario Pupillo per farlo rimuovere. «Ha contenuti palesemente falsi e immagini inquietanti», sostengoni i medici chietini. Il cartellone in questione, spuntato su un carrello mobile in contrada Gaeta, rappresenta due neonati nudi e una scritta: “Noi siamo danneggiati gravi da vaccino, lasciati soli e abbandonati dalle istituzioni”. A firmarlo è Corvelva, il Coordinamento regionale veneto per la libertà delle vaccinazioni, nato per combattere l’obbligatorietà dei vaccini per le persone da zero a 16 anni, che finora aveva lanciato la sua campagna pubblicitaria solo in Veneto e in poche altre città come Bari e Rimini.
«Il cartellone è sulla strada che porta verso un centro commerciale», spiega Casale, «ed è ben visibile. È un cartellone che diffonde false informazioni seminando dubbi e paure del tutto infondate. Non ci sono studi scientifici che indicano i vaccini come causa di gravi danni alla salute dei bambini. Quanto affermato nel manifesto e l’immagine di due neonati nudi in un atteggiamento di possibile sofferenza danno informazioni palesemente false. Possono poi suscitare paure, dubbi e avere anche qualche credibilità nelle persone più fragili e meno informate, tanto da poterle indurre a sottrarre i loro bambini alla corretta pratica vaccinale, nonostante l’obbligo di legge». E far diminuire le vaccinazioni può portare all’abbassamento della soglia e alla vanificazione dell’effetto gregge che mette al riparo dal rischio di contagio anche i bimbi che, per loro particolari patologie, non possono essere vaccinati.
«I vaccini sono una delle più grandi vittorie della medicina sulle malattie», sostiene l’Ordine, «condanniamo fermamente ogni forma di divulgazione di notizie che non trovano alcun riscontro scientifico. In altri comuni come Bari e Rimini, e in tre città venete dove sono apparsi finora i manifesti, sono intervenuti i Nas e il ministro per farli rimuovere. Chiediamo al sindaco Pupillo una risposta concreta». L’Ordine sostiene che da oltre un mese il cartellone «appare e scompare». «Qualcuno lo mette», dice Casale, «viene strappato e dopo alcuni giorni ricompare. Deve essere rimosso definitivamente». In città, stando ai dati Asl e ai primi riscontri dopo l’entrata in vigore dell’obbligo vaccinale per frequentare la scuola, è emerso che i genitori vaccinano i propri figli: si è, in media, sul 93% di copertura (95% è l’immunità di gregge). Ad essere triplicate sono le incertezze e le richieste di informazioni di genitori titubanti sugli effetti dei vaccini.
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