Casa di riposo, scatta il richiamo al Comune

Ortona. Il Garante della concorrenza e del mercato avverte: criticità sull’affidamento della Berardi
ORTONA . «Criticità concorrenziali riscontrate in merito all’affidamento della gestione globale della casa di riposo Berardi». È quanto scrive l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che richiama il Comune di Ortona dopo la segnalazione del consigliere di minoranza, Peppino Polidori. Quest’ultimo aveva presentato un’interrogazione al sindaco Leo Castiglione - diventata poi esposto all’autorità - con cui sottolineava «la necessità di una nuova gara per la gestione della casa di riposo e ritenevo che la proroga data dal 2017 sine die fosse illegittima», commenta Polidori.
La casa di riposo è stata concessa a seguito di gara all’attuale gestore per il periodo di 15 anni compreso tra il 9 aprile 2002 ed il 15 luglio 2017. Poi il Comune ha disposto una proroga per sei mesi e comunque fino alla data di stipula del contratto con il nuovo gestore. Questo passaggio per l’autorità garante si traduce «in una proroga automatica, non ammessa da giurisprudenza consolidata anche europea in materia di concessioni o in un affidamento diretto senza procedura di gara, in ogni caso in violazione delle norme e dei principi di libera concorrenza». Pertanto «ciò ha all’evidenza precluso alla stessa stazione appaltante la possibilità di individuare operatori più efficienti, capaci di offrire prestazioni qualitativamente migliori ed economicamente più vantaggiose per l’utenza. Peraltro, la mera disponibilità a proseguire la gestione, manifestata al riguardo dal concessionario uscente, si sostanzia nella disponibilità dell’incumbent a mantenere la propria posizione di privilegio e non appare costituire, quindi, una motivazione, adeguata dal punto di vista della tutela della concorrenza, al ricorso alla proroga».
Polidori spiega le tesi affermate: «Praticamente Castiglione ha dato una proroga dal 2017 ad oggi ad una concessione di per sè sbagliata di 15 anni, in luogo della durata massima della proroga fissata in sei mesi dalla legge, arrecando un danno per le casse comunali. L’autorità ha, infatti, invitato il Comune a comunicare entro 60 giorni le determinazioni assunte per la predisposizione di una nuova procedura di affidamento. Un altolà ai metodi discutibilissimi del sindaco». Il consigliere sottolinea che «lo stesso Garante di fronte a questa incongruenza sottolinea che i 15 anni sono così lunghi che la durata “non appare proporzionata per il recupero degli investimenti”». (a.s.)

