Casalbordino, riduce in fin di vita la convivente, romeno arrestato

13 Gennaio 2016

Trasferita all'ospedale dell'Aquila per le gravi lesioni riportate, la donna, a un mese dai violenti maltrattamenti, ha preso coraggio e ha denunciato l'uomo ai carabinieri

CASALBORDINO. A distanza di oltre un mese ha deciso di denunciare ai carabinieri di Casalbordino (Chieti) il convivente, D.F.D., agricoltore romeno di 50 anni, arrestato per le accuse di lesioni gravi e maltrattamenti in famiglia. Protagonista della vicenda una romena di 46 anni, ridotta in fin di vita e ricoverata in condizioni gravissime all'ospedale di Vasto per aver riportato un trauma cranico, la frattura dell'osso occipitale e diversi emorragie interne. A chiedere l'intervento dei soccorsi, lo scorso 2 dicembre, era stato lo stesso compagno che aveva raccontato ai carabinieri di averla rinvenuta in quelle condizioni sul letto coniugale al ritorno dai campi nella loro abitazione in una frazione di Casalbordino. Per la gravità delle lesioni la donna da Vasto era stata trasferita in prognosi riservata presso l'ospedale di L'Aquila. Dopo settimane la donna ha trovato la forza di raccontare cosa era effettivamente accaduto con i continui maltrattamenti subiti culminati con l'ultimo litigio scoppiato per futili motivi, nel corso del quale l'uomo, afferrandola violentemente per un braccio, l'aveva letteralmente catapultata contro la testata in legno del letto coniugale, provocandole gravi lesioni. Gli accertamenti compiuti e i riscontri oggettivi, hanno consentito al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Vasto, Giampiero Di Florio, di richiedere al giudice per le indagini preliminari la misura cautelare della custodia in carcere.