Case a un euro per salvare il centro storico

4 Luglio 2018

Castel Frentano, sul sito del Comune l’elenco degli edifici disponibili. D’Angelo: così si rivitalizza la zona

CASTEL FRENTANO. Case a un euro. È questa la nuova iniziativa con la quale il Comune intende fronteggiare l’abbandono di case e palazzi del centro storico. Si tratta di un’idea progettuale, decisa dalla giunta lo scorso 25 maggio, sulla scia di altre similari nate in Italia in questi anni, allo scopo di recuperare e valorizzare gli immobili siti nei centri storici, al fine sia di recuperare gli stessi sia di arginare il fenomeno dello spopolamento che si sta registrando.
Il meccanismo è questo: il Comune si è adoperato a installare una piattaforma, sul proprio sito istituzionale, sulla quale i possessori di immobili vetusti e abbandonati e privi di risorse economiche e/o non interessati ad investire su questi beni, “vendono” a un euro il proprio immobile. L’eventuale acquirente (privati, agenzie, società) si impegna, dopo esserne venuto in possesso praticamente a costo zero, a restaurarlo e manutenerlo.
«L’iniziativa», afferma il sindaco Gabriele D’Angelo, «vuole consentire a coloro che vi aderiscono, di contribuire, ciascuno per la parte che gli spetta, al raggiungimento di un interesse pubblico primario che è appunto il recupero del tessuto urbanistico-edilizio del nostro centro storico e la sua rivitalizzazione abitativa, commerciale, artigianale». Allo stesso modo chiunque, privati, agenzie e/o società, fosse interessato all’acquisizione e successivo recupero degli immobili e investire in un progetto di valorizzazione e recupero del centro storico, può farne richiesta. Chi vende sarà sollevato dal futuro acquirente delle spese sostenute, nessuna esclusa. La disponibilità alla cessione dell’immobile al prezzo simbolico rimane per un periodo massimo di tre anni. Interessante è che il venditore dell’immobile, compatibilmente con le domande di acquisto che perverranno, può esprimere la volontà che il suo bene sia assegnato secondo alcune priorità: abitazioni per giovani coppie o famiglie disagiate; abitazioni per singoli e/o famiglie; abitazioni da adibire a seconde case; strutture di tipo turistico-ricettivo (B&B, albergo diffuso); locali per negozi e/o laboratori artigianali (tessitura, sartoria, produzioni agro alimentare); sede sociale per associazioni culturali, musicali, sportive, e altre organizzazioni non lucrative.
L'iniziativa del Comune è stata pubblicata anche in inglese per permettere un’estensione dell’offerta abitativa e turistico-ricettiva anche a soggetti non residenti sul territorio nazionale. (m.d.n.)