Case assegnate a 6 giovani coppie «Aiutiamo chi mette su famiglia»

25 Luglio 2022

Consegnati altri alloggi a canone sociale nella seconda palazzina di via Sigismondi, a Santa Rita Di Campli: ora il recupero delle abitazioni-parcheggio. D’Alessandro: in 139 hanno fatto domanda

LANCIANO. Sei alloggi a canone sociale assegnati nei mesi scorsi e 6 a canone concordato dati ora. Si animano i “cubi” di via Sigismondi, i due palazzi che il Comune ha realizzato negli anni scorsi inserendoli in un progetto più ampio da oltre 2 milioni di euro (1.518.920 euro di fondi regionali e 500mila euro di fondi comunali) che riguardava la riqualificazione del quartiere di Santa Rita. Case che dopo collaudi, allacci e qualche intoppo burocratico sono finalmente aperte: la prima, con gli alloggi a canone sociale è già abitata, la seconda, a canone concordato (cioè con affitti di poco inferiori ai prezzi di mercato) ha visto da poco l’assegnazione degli appartamenti.
I PALAZZI«Siamo nella fase propedeutica alla consegna», spiega l’assessore alle politiche della casa Graziella Di Campli, che appena insediata ha aperto le porte del primo palazzo. «Abbiamo fatto degli incontri in Comune con gli assegnatari che hanno risposto a un bando fatto nei mesi scorsi e siamo ben felici che in questi appartamenti nuovi vadano giovani che mettono su famiglia. E che hanno anche idee per curare il quartiere. Una famiglia, infatti, mi ha chiesto se poteva prendersi cura dell’area verde che è vicino ai palazzi per creare magari uno spazio per i bambini». E degli alloggi a canone concordato negli ultimi due anni c’è una maggiore richiesta. «L’emergenza abitativa c’è e si fa sentire», dice Di Campli, «con la crisi sempre più famiglie hanno bisogno di un tetto sotto il quale vivere che invece scarseggia, e per questo in bilancio abbiamo inserito dei fondi per il recupero di alcune case parcheggio».
L’ATERE a sottolineare la necessità di avere una casa popolare è l’Ater che vede sempre più persone andare a chiedere aiuto e oltre 100 famiglie in graduatoria in attesa di un alloggio. «L’ultimo bando per assegnare le case popolari è del 2021 e sono state presentate 139 domande», spiega Giuseppe D’Alessandro, direttore generale Ater, «sono cresciute rispetto al passato e sono cresciute ancora di più le domande che riceviamo per avere alloggi a canone concordato. Sono richieste che le persone vengono a fare in sede, in attesa di un bando. Sono frutto della crisi economica che sta investendo tutti e della riduzione del potere di acquisto delle famiglie che non possono più permettersi di pagare affitti alti. L’Ater cerca di rispondere a queste richieste e infatti metterà a disposizione 7 alloggi a canone concordato nel centro città che sta recuperando e poi da ottobre gli altri 15 alloggi del palazzo in via Righi. Sono appartamenti nuovi che andranno anche alle giovani coppie». Crescono poi le richieste di ospitalità temporanea, persone che vengono accolte da inquilini che vivono nelle case Ater per un tempo massimo di due anni. «E aumenta la richiesta di alloggi grandi da parte di famiglie che vedono tornare in casa i figli che non riescono più a vivere da soli», aggiunge D’Alessandro. Senza dimenticare che c’è una sessantina di famiglie nella diocesi che rischia di restare senza casa oltre a molte altre che vivono senza elettricità o gas e aiutate dalla Caritas. Due anni e mezzo di pandemia e la crisi economica stanno mettendo a nudo vecchie e nuove emergenze, tra cui quella della casa.
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