Case Ater di via Sallustio La rivolta di 250 inquilini

Il quartiere di De Lio lancia la petizione, c’è una mail per raccontare i disagi Ecco la lista: buche, muri di cinta pericolanti, tetti rotti e tante infiltrazioni
CHIETI. Strade dissestate, un muro di cinta pericolante, un tetto che soffre di continue infiltrazioni di acqua e un pilastro interno ad un garage retto con cemento decadente. Il complesso di abitazioni popolari Ater di via Sallustio che ospita 250 persone, nel quartiere Tricalle, è nel degrado più totale. residenti sono stanchi e hanno dato vita ad una petizione popolare per chiedere alle autorità competenti, prefetto, presidente della Regione, sindaco e commissario Ater in primis, di risolvere problematiche ormai annose. Per tutti parla Mario De Lio, consigliere comunale in quota Udc, nonché rappresentante del dilagante disagio di via Sallustio. Dove, ieri mattina, si sono radunati un centinaio di residenti che hanno inscenato un presidio di protesta. «La misura è ormai colma. Dal 1983» denuncia De Lio «questo complesso abitativo è ancora in piedi grazie all’impegno esclusivo dei residenti che hanno investito risorse proprie per evitare che gli appartamenti crollassero su loro stessi». Molti degli alloggi, peraltro, sono stati riscattati dall’Ater con investimenti personali notevoli. «In tanti hanno anticipato somme ingenti, da un minimo di 15 mila euro in poi, per acquisire la titolarità degli immobili con i costi restanti» ricorda De Lio «spalmati in cospicui canoni mensili. Eppure l’Ater, in cambio, non ha effettuato neanche un lavoro di quelli promessi malgrado un finanziamento da 200 mila euro stanziato nel 2010 proprio per via Sallustio». Dove ci sono abitazioni che necessitano di opere di ristrutturazione e di manutenzione straordinaria. «Bisogna rifare» dice De Lio «facciate, intonaci, tetti e persiane». Le cose non vanno meglio nell’area esterna che cinge gli immobili Ater di via Sallustio. Basta farsi un giro per vedere buche ovunque, marciapiedi trasformati in una sorta di percorso ad ostacoli mentre c’è un muro di cinta malmesso da anni che minaccia la vicina carreggiata. «Ciononostante» riprende De Lio «l’Ater continua a fare orecchie da mercante alle segnalazioni che arrivano dal quartiere. Si fa sentire solo per intimare i pagamenti dei canoni di affitto anche solo per pochi giorni di ritardo».
E la gente è esasperata. Ieri mattina faceva a gara per illustrare le problematiche vissute nella rispettiva abitazione. La signora Giuseppina spalanca le porte di casa per farci vedere la muffa sulle pareti dovute alle infiltrazioni dal tetto mai sanate.
Il signor Amerigo, invece, indica il pilastro malmesso che regge il suo garage. Un malumore crescente sfociato in una petizione a cui è abbinato lo slogan “cittadini contro il degrado”. E’ stata istituita anche una mail, cittadinicontroildegrado.ch@gmail.com, per fare segnalazioni anche per altri rioni del capoluogo teatino. «La nostra» insiste De Lio «è una battaglia per la civiltà. È impossibile continuare a far finta di niente».
Jari Orsini
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