Case di riposo, stipendi bloccati «Non ci sono i soldi per i farmaci»

6 Febbraio 2024

Un pignoramento di 3 milioni di euro mette in ginocchio 100 dipendenti dell’istituto San Giovanni Battista I servizi per 104 pazienti non potranno essere garantiti: «Cerchiamo una mediazione con il prefetto»

CHIETI. Oltre cento pazienti che rischiano di rimanere senza i farmaci necessari per le cure essenziali, e altrettanti lavoratori che già da un mese sono senza stipendio. È la situazione che mette in ginocchio gli Istituti riuniti di assistenza San Giovanni Battista, gestiti sull’Azienda pubblica di servizi alla persona (Asp) 1 della provincia di Chieti. A lanciare di nuovo l’Sos sono le sigle sindacali Cgil Fp, Cisl Fp, Uil Fpl e Fials, unitamente alla Rsu, della Asp 1 dove un pignoramento che ammonta a circa 3 milioni di euro blocca i servizi socio-assistenziali.
IL PIGNORAMENTO L’atto di pignoramento è stato ricevuto dall’Asp lo scorso 9 gennaio da parte di una cooperativa che aveva una forte esposizione debitoria: negli anni il debito è arrivato a toccare anche i 5 milioni di euro. La Asp ha comunque fatto ricorso e ha avviato una trattativa per sbloccare conti correnti e pagamenti. L’udienza, fissata per aprile, è stata anticipata al 4 marzo, ma un’ulteriore istanza chiede di farla anticipare entro febbraio.
STIPENDI e cure BLOCCATI Dall’aspetto assistenziale a quello occupazionale, i conti correnti bloccati ricadono di conseguenza su pazienti e lavoratori. I dipendenti, circa 60 a tempo determinato e 40 con contratti di somministrazione, non ricevono lo stipendio già dal mese scorso. «Se non si sblocca la situazione siamo nel paradosso di avere risorse importanti depositate e somme importanti da incassare però abbiamo l’impossibilità di utilizzarle», spiega il presidente dell’Asp 1, Ezio Tilli, «abbiamo fra 600mila e 700mila euro in tesoreria e da incassare altri 600mila dalla Asl. C’è, poi, l’incasso di finanziamenti regionali per circa 1,5 milioni di euro. L’entità delle somme da incassare potrebbe bilanciare i debiti». E i conti correnti bloccati preoccupano i sindacati: «A breve la struttura non riuscirà a pagare neppure i farmaci ai pazienti», denuncia Gaspare Spoltore (Cisl Fp), «se non vengono ben assistiti andranno incontro a riacutizzazione delle patologie e a intasare così i reparti già affannati nelle strutture pubbliche».
L’INTERVENTO DEL PREFETTOI sindacati hanno, quindi, dichiarato lo stato di agitazione e chiesto l’intervento del prefetto Mario Della Cioppa per avviare una procedura di raffreddamento. «Noi abbiamo come controparte l’ente e non chi ha posto in blocco i conti», dice Marco Angelucci (Uil-Fpl), «per questo chiediamo una mediazione del prefetto tra la struttura e il creditore». L’intervento del prefetto per Giuseppe Rucci (Fp-Cgil) «potrebbe fare in modo che si liberino le risorse tali da poter consentire una corretta assistenza, come l’acquisto di beni di prima necessità». Da chiarire per Fp-Cgil anche lo stato giuridico della Asp 1. «Dallo scorso anno l’ente ha iniziato a sottoscrivere i contratti direttamente con la Asl», aggiunge Rucci, «assumendo lo stato di azienda pubblica; l’atto che la Regione potrebbe fare ad oggi, nel rispetto della legge, è dire al tribunale che in quanto ente pubblico il pignoramento poteva avvenire salvaguardando almeno le retribuzioni dei lavoratori. Ciò non è stato fatto: la Regione adesso deve intervenire».
LE SOLUZIONI La problematica per le sigle sindacali non è però nuova, il pignoramento è solo l’ultima tegola che si scaglia sull’Asp. «Il debito viene da lontano», ricorda Gabriele Pasqualone (Fials), «si è aggravato ulteriormente con il passare dei mesi. Siamo in un punto di non ritorno, in cui abbiamo sentito solo promesse sia da centrodestra che centrosinistra. Una soluzione potrebbe essere un finanziamento straordinario della Regione o un adeguamento delle rate che sono ferme dall’inizio del 2000». Altra proposta per Fials è «mettere in mobilità il personale e fare un nuovo bando di gestione per la struttura», conclude il sindacalista Pasqualone.
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