Case di riposo, stipendi di nuovo a rischio

La Rsu dichiara lo stato di agitazione dei numerosi dipendenti che assistono oltre cento anziani
CHIETI. I debiti con i fornitori e le cooperative di servizi, la pesante esposizione bancaria, i Comuni che non pagano il dovuto e gli stipendi dei lavoratori a rischio. Di fronte alle pesanti difficoltà degli istituti riuniti di assistenza "San Giovanni Battista" tornano in stato di agitazione i dipendenti dell'istituto che fornisce assistenza a oltre cento pazienti, tra anziani e persone non autosufficienti.
La decisione è stata presa dalla rappresentanza sindacale unitaria, dopo l'assemblea del personale della settimana scorsa. La rsu, coordinata da Fausta Ballatore e composta da Pino Palmerini, Gabriele Mancini, Emma De Vincentiis e Ada Cattafesta, torna sulla ormai "famosa" quota di compartecipazione che dovrebbero pagare i Comuni: «Al 23 febbraio scorso l'ente non ha ancora incassato un solo euro di quella quota», dice la rsu, «in un recente incontro con alcuni dirigenti regionali ci è stato detto che il termine ultimo per sbloccare l'intricata situazione è fissato al 31 marzo prossimo, data entro la quale i Comuni dovranno presentare il rendiconto consuntivo per l'anno 2016. Possibile che per importi da incassare per servizi resi nell'arco del 2016, la panacea venga trovata nel mese di marzo 2017?» sbottano i rappresentanti sindacali. «In una nazione civile i regolamenti vengono definiti all'inizio dell'anno», continuano, «fissando tutti i paletti utili e necessari a che una istituzione pubblica quale la nostra possa incassare il dovuto mensilmente, in modo da poter avere una gestione quanto meno normale». La rsu affronta anche il problema della trasformazione della ex Ipab (istituto pubblico di assistenza e beneficenza) in Asp (azienda di servizi alla persona). Sono passati oltre cinque anni da quando la precedente amministrazione regionale ha varato la legge 17 del 2011 che prevedeva che la nuova Asp provinciale riassorbisse tutte le ex Ipab del territorio. Dal 2011, ricordano i sindacalisti della rsu, «si sono avvicendati organismi straordinari incaricati di porre in essere quanto stabilito dalla legge regionale. Tra contrasti politici, ripicche, ricorsi per nomine di componenti del cda e sotterfugi vari, che a noi comuni mortali sfuggono, la Asl di concreto non ancora vede la sua alba».
Su questi temi è intervenuto anche il segretario della Ugl Chieti, Leonardo De Gregorio, che ha inviato una lettera alla Regione per invitare l'amministrazione regionale a fare come la Sardegna. Qui la Regione, constatando il fallimento della trasformazione di una Ipab (che tra l'altro si chiama ugualmente San Giovanni Battista ma si trova a Ploaghe in provincia di Sassari) in Asp, ha passato tutti i beni, le funzioni e il personale dell'organismo alla Asl di Sassari. «Vi rivolgiamo, pertanto, un pressante invito affinché anche nella nostra regione si possa pervenire ad una tale risoluzione», conclude De Gregorio. (a.i.)

