Case di riposo, stipendi in ritardo Torna la protesta dei sindacati

16 Dicembre 2023

Ancora problemi nei pagamenti al personale delle strutture “Berardi” di Ortona e “Il Castello” di Crecchio Rucci (Cgil) e Di Felice (Uil): disattese le rassicurazioni della società, oltre cento lavoratori in difficoltà

ORTONA. Continuano i ritardi nel pagamento degli stipendi dei lavoratori delle case di risposo di Ortona e Crecchio e le sigle sindacali Cgil Fp e Uil Fpl tornano alla carica. La Lido srl, infatti, è titolare dell’accreditamento delle attività di residenza protetti per disabili adulti nella sede “Il Castello” di Crecchio e nella residenza protetta “Tommaso Berardi “ a Ortona. I segretari provinciali Giuseppe Rucci per la Cgil e Camillo Di Felice per la Uil, sono costretti nuovamente a denunciare che ormai da diversi mesi le lavoratrici e i lavoratori delle due strutture non ricevono puntualmente le retribuzioni dei mesi correnti. Come spiegano Rucci e Di Felice, infatti, la società con una nota del 23 dicembre 2022, indirizzata al Dipartimento sanità nelle persone del direttore Claudio D’Amario e della responsabile Rosaria Di Giuseppe, aveva rassicurato tutti preannunciando solo un lieve slittamento sul pagamento della tredicesima mensilità. Quelle rassicurazioni, a quanto pare, sono rimaste solo sulla carta poiché ad oggi continuano a persistere gravi problemi di natura economica tali da non garantire le retribuzioni correnti.
«Non abbiamo notizie certe e dettagliate sul perché si sia generata questa situazione che sta determinando enormi difficoltà ai lavoratori ed alle loro famiglie», sottolineano Rucci e Di Felice, «in un momento particolarmente complicato per quello che riguarda la situazione del Paese, relativamente agli aumenti dei costi energetici, alle spese per i costi familiari e alla crescita dell’inflazione. Tutto questo comporta anche molta preoccupazione per il futuro». E continuano: «Stiamo parlando di lavoratrici e lavoratori che con encomiabile impegno e professionalità hanno fornito continuità assistenziale durante tutto il periodo della pandemia. In più si evidenzia nuovamente che va affrontata la questione sul corretto utilizzo delle risorse pubbliche».
Dunque entrambe le segreterie sindacali provinciali chiedono un intervento urgente da parte della Regione Abruzzo e dell’assessore alla sanità Nicoletta Veri, del presidente della commissione sanità Pietro Smargiassi, del direttore amministrativo Giampaolo Grippa e una formale e ufficiale verifica del servizio accreditamento strutture, nelle more delle obbligazioni alle quali queste devono attenersi, al fine di fare chiarezza su questa situazione garantendo la continuità lavorativa ed economica a tutti i dipendenti. Il territorio e i circa 100 lavoratori restano in attesa di ricevere delle risposte.
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