Case popolari, minacce di sfratto Il sindaco: «È colpa degli uffici»

Dopo le lettere ai morosi, l’amministrazione Ferrara chiede scusa ai cittadini che le hanno ricevute: «Non abbiamo mai chiesto di inviarle. Adesso vogliamo chiarimenti, riorganizzeremo il settore»
CHIETI. Il Comune dice di non saperne nulla delle lettere inviate dai propri uffici agli inquilini morosi con la richiesta di pagare il dovuto minacciando lo sfratto. Il sindaco Diego Ferrara e l’assessore comunale alle politiche della casa Enrico Raimondi assicurano che «l’esecutivo non ha mai chiesto agli uffici di sfrattare i morosi» e si scusano con gli utenti. «Apprendiamo solo a mezzo stampa delle lettere che hanno raggiunto gli assegnatari morosi degli alloggi di proprietà comunale», si legge in una nota, «un’iniziativa che innanzitutto non rispecchia affatto quanto l’esecutivo aveva chiesto agli uffici e che risulta anche materialmente impraticabile, non solo perché mai avremmo chiesto lo sfratto di chi non paga, ma anche perché ciò fino al 30 giugno non è legalmente possibile, a causa degli effetti economici causati dalla pandemia soprattutto alle fasce più deboli. L’esecutivo aveva invece una linea diversa: quella di verificare le situazioni debitorie una ad una e trovare con gli interessati soluzioni praticabili, dalle rateizzazioni alla verifica di quanto dovuto. Questo perché siamo perfettamente consci delle condizioni dell’utenza, con cui abbiamo iniziato a dialogare, per affrontare le situazioni di emergenza. A tal fine cercheremo chiarimenti per ciò che è accaduto, scusandoci con gli utenti».
Sindaco e assessore ammettono anche che l’ufficio è carente di personale, come sostenuto dal consigliere comunale di minoranza Maurizio Costa (Forza Chieti) che sull’argomento ha proposto una interrogazione, e come testimoniato da diversi utenti che da tempo non riescono a parlare con nessuno all’Ufficio casa.
«Il personale dell’ufficio è carente, è vero», continua la nota, «e con la nuova pianta organica si sono verificati dei ritardi, dovuti all’avvicendamento dei dirigenti e funzionari della struttura, il cui cambiamento è stato concepito proprio per dare un impianto più sociale alla gestione, tant’è che con la nuova macrostruttura l’Ufficio case sarà costituito a breve e sarà integrato con i servizi sociali. Inoltre, proprio per dare sostegno agli assegnatari, abbiamo ratificato delle convenzioni con patronati e Caf che ci aiuteranno a sopperire in parte a tali carenze, aiutando gli utenti nelle pratiche amministrative e a comunicare con l’ente in modo produttivo e utile, senza oberare gli uffici».
A Costa, che segnalava lo stallo amministrativo dell’Ufficio casa, anche in relazione alla mancata preparazione dei bandi per l’assegnazione degli alloggi, sindaco e assessore rispondono che «entro giugno sarà online il bando per l’assegnazione delle case popolari, in modo di aggiornare l’attuale graduatoria e rendere certo un diritto che, forse, fino ad oggi non è stato tale, a causa della mancanza di una gestione oculata da parte del Comune, che noi non abbiamo intenzione di continuare». (a.i.)
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