Case popolari, muri rotti Scatta l’esposto in Procura
Chieti Scalo. I residenti di via Salvo D’Acquisto: «Questa è una terra di nessuno» Palazzina con crepe, infiltrazioni e portone d’ingresso che non si chiude da anni
CHIETI. Muri scrostati, crepe, infiltrazioni d’acqua, sporcizia, locali privati accessibili a tutti e persino carcasse di auto abbandonate da anni in cortile. Siamo nelle case popolari del Comune in via Salvo D’Acquisto, a San Martino, terra di nessuno dove i residenti, stanchi di rivolgersi al Comune, hanno scritto in Procura. Un esposto per denunciare lo stato d’abbandono della palazzina 22 A (13 famiglie distribuite in quattro piani) è stato firmato da Lucio Iannetti (esponente di Azione Politica), dopo che si era rivolto inutilmente all’assessore Maria Rita Salute che gestisce il settore delle case popolari. «Insieme agli inquilini che pagano regolarmente le tasse condominiali e si attengono alle regole», si legge nell’esposto, «chiediamo che venga ristabilito l’ordine, il decoro e la pulizia. Chiediamo l’intervento del Comune per nominare un amministratore di condominio». Al momento, infatti, non sembra facile neanche trovare qualche professionista che voglia gestire la palazzina come amministratore. Sembra che non tutti gli inquilini paghino le quote, neanche per la necessaria manutenzione dell’ascensore, in cui puntualmente funziona una sola luce perché, a detta di alcuni condomini, la seconda sparisce puntualmente non appena viene risistemata. Sembra che anche nella riscossione degli affitti, che vanno dai 15 ai 100 euro al mese, a seconda del reddito, ci sia un tasso di morosità.
«La situazione è insostenibile», dice Iannetti, «ma non si può abbandonare a se stesso l’immobile e la zona. Al 22A il portone d’ingresso è rotto da anni, lo stabile è in balia di tutti, compreso le zone comuni della mansarda, anch’essa con la porta forzata. Appena si entra ci sono i contatori a vista, con i fili all’aria. Spesso le scale restano al buio e l’ascensore fermo perché non si riescono a pagare le quote comuni. Serve un amministratore di condominio che prenda in mano la situazione. E visto che sono case comunali, il Comune non può tirarsi indietro».
Una cosa Iannetti è riuscita comunque a ottenerla: la Fiat Panda Blu a tre porte, rimasta abbandonata da anni in cortile, dopo le sue innumerevoli denunce, è stata finalmente rimossa.
Inoltre, «l’assessore ai lavori pubblici Raffaele Di Felice», dice ancora, «è venuto insieme con me sul posto e si è reso conto che effettivamente nella zona manca anche la pubblica illuminazione. Mi ha assicurato che riuscirà a trovare i soldi per far fronte alla carenza. Per quanto riguarda l’assessore Salute, invece, come ho scritto nell’esposto inviato in Procura, l’ho contattata lo scorso 11 aprile e nell’occasione sono stato rassicurato circa un suo interessamento. Ma non ci sono stati sviluppi».
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