Case popolari nel degrado La rabbia degli inquilini

L’Ater chiede ai residenti di pagare i lavori su un muro esterno e scoppia la protesta Il consigliere De Lio: no al nuovo dazio, ora basta buche in cortile e ringhiere rotte
CHIETI. I lavori per raddrizzare il muro a rischio crollo fatti pagare ai residenti delle case popolari di via Sallustio, al Tricalle, riaccendono la protesta degli inquilini da anni in lotta contro il degrado del complesso.
I residenti non ci stanno a pagare somme per sistemare il muro di recinzione dell’area esterna ai fabbricati Ater che nulla ha a che vedere con i loro appartamenti. «La richiesta di pagare una quota parte dell’intervento è arrivata a chi ha acquistato gli appartamenti. Ma per me è una questione di principio: non sono i proprietari a dover pagare», dice il consigliere comunale dell’Udc, Mario De Lio, che sulla situazione di abbandono delle case popolari di via Sallustio ha scritto una nuova lettera all’Ater, guidata da Antonio Tavani, mandata per conoscenza anche al prefetto Giacomo Barbato, al presidente della Regione Marco Marsilio e al sindaco Umberto Di Primio.
«Dal 2001 sto denunciando lo stato in cui si trovano gli edifici che vanno dal civico 1 al 9», dice il consigliere mostrando un corposo fascicolo di documenti a testimonianza del suo impegno. «Sono stato io a chiedere che il muro venisse sistemato, perché costituiva un pericolo per la pubblica incolumità. Ma dico no a questo ulteriore dazio». Nella lettera inviata a Tavani, De Lio precisa che «il muro di recinzione sul punto di crollare è esterno agli alloggi e ai fabbricati del complesso di edilizia residenziale pubblica di via Sallustio di proprietà dell’Ater. La manutenzione e la ristrutturazione degli alloggi popolari in aree pubbliche rimane uno dei problemi irrisolti della politica abitativa. Il degrado è il risultato dello scarso interesse degli enti proprietari». Il consigliere comunale ricorda anche la petizione sottoscritta nel 2014 per la ristrutturazione del complesso di via Sallustio: «Aspettative deluse», commenta, visto che non si è mosso nulla. E in effetti in via Sallustio i problemi sono rimasti quelli di sempre. Le buche e i dissesti del cortile interno rendono impercorribili le aree. «Abbiamo ringhiere rotte e buchi profondi metri», dice Stefano Catellani residente al numero civico 11, «escono i topi, oltre al cattivo odore. Le radici degli alberi che provocano questi dissesti potrebbero arrivare ai sottoservizi e causare seri danni oltre che essere un pericolo per la pubblica incolumità». Vienda Desiderio, residente anche lei all’11, si è rotta un piede a causa di una buca: «Sono inciampata davanti casa», dice, «per anziani e bimbi piccoli questo terreno rappresenta una trappola». «Gli alberi andrebbero tagliati anche perché diversi fusti sono malati e a rischio crollo», aggiunge Giovanna Germani, residente al civico 3, «ma nessuno interviene: a causa di un rimpallo di responsabilità tra Comune e Ater, alla fine questa sembra terra di nessuno. Ci siamo dovuti fare carico noi persino dei lampioni esterni: eppure io ho acquistato solo l’appartamento e il garage, nient’altro. Tanto è vero che non possono neanche parcheggiare l’auto davanti al mio garage». Giuseppina D’Intino, infine, chiede all’Ater di aggiustare la ringhiera del suo balcone, a rischio crollo, e la finestra che non chiude bene.
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