Case senz’acqua, la Sasi: non si può evitare

17 Marzo 2020

Il presidente Basterebbe dopo le proteste dei vastesi: «Sorgenti a secco, siamo obbligati a razionare»

VASTO. Razionamenti idrici causa di sorgenti a secco. Dopo le proteste scoppiate a Vasto e nel circondario per le case senz’acqua, la Sasi interviene: «Stiamo vivendo una situazione di emergenza che mai avremmo pensato si potesse verificare. Stiamo lavorando con impegno e di più davvero non si può fare», dice il presidente Gianfranco Basterebbe. Per Basterebbe, razionare la risorsa idrica non è una scelta ma una necessità. «E se posso comprendere le reazioni dei cittadini del Vastese provati da quanto sta succedendo, faccio fatica a comprendere le accuse che ci vengono rivolte da chi forse dovrebbe sapere che continuare la programmazione dei razionamenti è l’unica scelta possibile per assicurare l’acqua», dice il presidente, «l’assenza di pioggia, al di là dell’emergenza coronavirus, non può non creare problemi. In questi giorni si stanno asciugando le sorgenti superficiali e questo si ripercuote negativamente. A Fara San Martino sono accese tutte e quattro le pompe, di più, lo ripeto, non possiamo fare. Ricordo che stiamo lavorando ed effettuando le riparazioni, in una condizione di oggettiva difficoltà, cercando di rispettare tutti i criteri di sicurezza, con l’unico prioritario obiettivo di assicurare il servizio. Noi non possiamo chiudere, solo continuare nel migliore dei modi e lo stiamo facendo con serietà e impegno». Basterebbe rivolge parole di lode ai dipendenti della Sasi che in questi giorni si stanno adoperando senza riserve: «Ognuno sta facendo la propria parte. Non c’è spazio per le polemiche e le strumentalizzazioni». Pio D’Ippolito, responsabile dell’area tecnica della Sasi, spiega: «Con le quattro pompe in funzione alla sorgente del Verde di Fara San Martino assicuriamo i 1.200 litri che la tubazione può contenere e questo è il massimo che possiamo garantire. Non siamo in condizione di dare più acqua come viene chiesto dal Vastese. Intanto continuiamo ad effettuare le riparazioni. Le altre aziende possono chiudere ed evitare i rischi, noi no. Abbiamo appaltato e affidato quattro interventi. Confidavamo nella consulenza di un esperto di Brescia per il progetto di ricerca perdite, ma con questa emergenza i nostri contatti per ora sono solo telefonici». (p.c.)