Caso Ombrina, il contenzioso resta aperto

FOSSACESIA. Un nuovo aggiornamento sull’arbitrato di Ombrina Mare. A rivelarlo è Maria Rita D’Orsogna, fisico e professoressa associata alla California State University di Los Angeles. Un contenzioso...
FOSSACESIA. Un nuovo aggiornamento sull’arbitrato di Ombrina Mare. A rivelarlo è Maria Rita D’Orsogna, fisico e professoressa associata alla California State University di Los Angeles. Un contenzioso che non ha ancora fine. È la stessa D’Orsogna, originaria di Lanciano ed impegnata attivamente nella lotta contro il petrolio in Abruzzo e in Italia, ad informare da Los Angeles di quanto è accaduto. «Si aspettava l’estate del 2021 per il pronunciamento finale da parte dei tribunali internazionali sul caso Ombrina Mare che vede opposti la Rockhopper Exploration e la repubblica italiana. E invece dovremo attendere ancora», dichiara D’Orsogna, «È dal 2007 che la ditta inglese chiede 250 milioni di dollari per la mancata trivellazione dei mari d’Abruzzo, secondo il cosiddetto Energy Charter Treaty (Ect), in vigore dal 1991. Questo trattato è notoriamente favorevole alle corporazioni (incluse e specie quelle petrolifere) e spesso non tiene in conto né la protezione ambientale né il coinvolgimento dei cittadini. E prima della fine dell’anno 2021, è arrivato l'annuncio della non conclusione del caso, ma di un nuovo ritardo, a causa di un’altra questione che si svolge lontano, fra la repubblica di Moldavia e la ditta ucraina Komstroy».
Poi aggiunge: «Qualche giorno fa è arrivata la nuova decisione dei tribunali. La richiesta dell’Italia è stata di nuovo respinta e l’Ect continua a restare valida nella questione Ombrina-Rockhopper. Saranno dunque le regole pro-petrolio dell’Ect ad essere applicate ancora e dovremo attendere ancora per conoscere il destino di questi 250 milioni di dollari dalle nostre tasse. Non abbiamo concluso nel modo migliore l’anno 2021, ma anche se tutto questo pare profondamente ingiusto, deve restare sempre dentro di noi l’orgoglio di averli sconfitti. Soprattutto deve restare lo spirito di difesa del mare, non solo contro gli speculatori petroliferi, ma anche contro tutti quelli che vorranno speculare sulla costa con villette e cemento».
Linda Caravaggio
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