Caso parroco, l’assessore non sarà sfiduciato

La maggioranza respinge la richiesta di LiberAtessa: tentativo di connotare politicamente don Claudio
ATESSA. «Speculazione mediatica». Così il gruppo di maggioranza Uniti per Atessa bolla la richiesta di sfiducia, avanzata da LiberAtessa, all’assessore Vincenzo Menna. Tutta la vicenda ruota attorno al trasferimento, deciso dal vescovo Bruno Forte, di don Claudio Pellegrini, storico parroco di San Vincenzo Ferrer, da Monte Marcone a Chieti. La polemica è montata perché, alla notizia del trasferimento del parroco, l’assessore Menna ha commentato sui social: “evvica” e “finalmente”. «Il clamore sollevato da LiberAtessa, nella rincorsa dei commenti su facebook, tende a far assumere una valenza di parte al parroco, soprattutto dopo che il sindaco Giulio Borrelli aveva avuto un lungo e cordiale colloquio con don Claudio e aveva espresso, pubblicamente e a nome di tutta la comunità atessana, il suo ringraziamento per i quasi 30 anni di servizio sociale nella nostra città e l’augurio per il nuovo incarico pastorale». Uniti per Atessa respinge «ogni strumentalizzazione e tentativo di dare una connotazione di parte al servizio svolto da don Claudio e ribadisce il ringraziamento e il sentimento già espressi dal sindaco». Da un punto di vista politico la questione, forse, si chiude qui. C’è da capire, però, perché il clima attorno a questo argomento è così acceso. Don Claudio è stato parroco di San Vincenzo Ferrer per 28 anni. È stato un sacerdote che le cose le ha sempre ribadite, con convinzione, prendendosi anche le sue responsabilità. In una pubblicazione per la Pasqua 2007, a pochi mesi dalle votazioni che decretarono il successo di LiberAtessa dopo tre decenni di governo incontrastato del centrosinistra, don Claudio chiedeva ai suoi parrocchiani di «schierarsi dalla parte delle Valle» e auspicava dopo aver scritto “Dove va la nostra Valle? Verso la nascita di un nuovo paese”: «Stiamo diventando un paese, anche se l’espansione è piuttosto disordinata. Io credo che in futuro ci sarà un’unica amministrazione con due paesi, due parrocchie, due culture, ma un futuro unico. Non si può negare ormai che qui i soggetti civili siano due». Oggi rimane uno strascico di vecchie accuse, schieramenti politii, prese di posizione e contrapposizioni tra “valle” e “centro” che certo non hanno creato un clima distensivo e di collaborazione ma di antitesi.
Matteo Del Nobile
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