Caso tamponi, ora è scontro con la Asl

Ancora polemiche sulla mancata postazione drive in. Smargiassi (M5S): assurdo non istituirla. Schael: non ce necessità
VASTO . Tamponi ed esami sierologici: Vasto si sente messa all'angolo. Giovedì nel corso della seduta della commissione Sanità della Regione sarà discussa la risoluzione presentata dal consigliere regionale del M5S, Pietro Smargiassi, che invoca un drive in a Vasto.
LE PROTESTE «Il direttore dice che nel Chietino bastano quattro drive in e annuncia con orgoglio l’apertura di un drive in a Lanciano. È evidente», dice Smargiassi, «che Vasto e il comprensorio (60mila abitanti) sono in odio al direttore», afferma l’esponente pentastellato. «Schael mi accusa di campanilismo. Difendere la mia terra e i cittadini è per me una priorità. È assurdo, considerando che la protezione civile fa già tamponi al terminal bus, non istituire un drive in a costo zero anche a Vasto proprio in quella piazza». Il sindaco Francesco Menna condivide il pensiero di Smargiassi. «Vasto e il San Pio sono sempre relegate all’ultimo posto da Schael», dice Menna. Il comitato civico L’Arcobaleno annuncia una mobilitazione. «Questa situazione è insostenibile», dice l’avvocato Angela Pennetta, «Schael ha già martoriato Vasto e il San Pio. I vastesi sono stufi e pronti alla protesta generale». Immediata la replica deI direttore generale che ribadisce che un drive in a Vasto sarebbe superfluo. Ed a dargli ragione c’è Edmondo Laudazi della lista “Il nuovo faro”, a giudizio del quale chi sta male e ha bisogno di un tampone ottiene il test a domicilio.
LA REPLICA DI SCHAEL «Dovrei essere furioso», dice Schael. «Vengo accusato di crimini sanitari secondo quanto si dice a Vasto sulla base del nulla. I tamponi domiciliari vengono eseguiti regolarmente ovunque», assicura il manager, «per persone che hanno sintomi e per i fragili. Nessuno è costretto a recarsi a Gissi. Ogni giorno abbiamo sei mezzi sul territorio destinati proprio a questa attività, con una media di 300 tamponi eseguiti quotidianamente presso il domicilio di tutti gli utenti per i quali è stato richiesto dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta. Non solo: i nostri dati statistici dimostrano che dall’inizio della pandemia al 30 novembre scorso sono stati eseguiti 9.811 tamponi per i cittadini di Vasto, dei quali 5.134 a domicilio e 2.339 al drive-in, oltre a quelli del personale scolastico e pazienti ricoverati. Non può essere dunque questa la ragione per la quale chiedere l’apertura di un drive-in a Vasto, che non può essere sostenuta nemmeno dalla necessità di alleggerire Gissi, per niente in affanno. Lo dicono i numeri: questa settimana risulta prenotato il 15% degli slot preventivati, appena 104 a fronte di una disponibilità di 672. Tutte le postazioni mobili viaggiano su un’operatività media pari al 20% delle potenzialità. Non è il caso, allora, di alimentare polemiche, né di lanciare accuse tanto pesanti quanto ingiustificate verso la direzione Asl, che per prima in Abruzzo si è organizzata con i drive-in offrendo alla popolazione un servizio utile che, è bene ricordarlo, non rientra nei livelli essenziali di assistenza. I dati evidenziano che la Asl fa la sua parte, e la fa anche bene», conclude Schael. «Non ci sono aree non coperte e gli operatori ogni giorno si spendono moltissimo per andare incontro alle esigenze degli utenti, tenendo conto delle necessità e dei diritti di tutti». La parola e le decisioni alla commissione Sanità del Consiglio regionale.

