Caso Thales, trovata la soluzione

A Roma il via libera all’offerta dell’industriale d’Arezzo della Tekne: salvi tutti i posti di lavoro
CHIETI. Per Thales Chieti la soluzione arriva da Roma. Prende corpo, infatti, l’offerta dell’imprenditore Ambrogio d’Arrezzo, amministratore della Tekne con sede a Poggiofiorito e commesse di lavoro in tutto il mondo, che si era dichiarato interessato ad acquisire il sito teatino della multinazionale francese. L’offerta dell’azienda di Poggiofiorito, che si occupa di elettronica e cablaggi, ricambi, autobus e veicoli da cantiere, e soprattutto che lavora nel campo della sicurezza e della difesa, lo stesso in cui opera Thales Chieti, ha messo sul piatto la possibilità di reimpiego per tutti i 65 lavoratori del sito di Chieti Scalo, lasciando fuori solo i 24 del progetto Star Mille, iniziativa che verrà ceduta con il passaggio di un ramo d’azienda a una nuova società formata dalla Thales francese e dalla malese Sapura, già partner di Thales.
Ieri mattina a Roma, nella sede del Ministero dello sviluppo economico, si è tenuto l’incontro decisivo. È stato un incontro a quattro. C’erano i rappresentanti del Mise, della Regione Abruzzo, con il vice presidente Giovanni Lolli in prima fila, e i due offerenti. Oltre alla Tekne, infatti, si era fatta avanti anche la Comec del teatino Giulio Trevisan che da qualche mese già divide con Thales gli spazi di quello che era il sito della ex Telettra, tra via Mattei e via Piaggio. Anche Trevisan si sarebbe volentieri allargato oltre il muro che divide la sua azienda da quella della Thales, avendo in animo di riconvertire nel campo della sicurezza civile le competenze maturate dai dipendenti Thales in quello della sicurezza militare. Fatta salva la bontà di entrambe le offerte messe sul tappeto, il discrimine tra le due proposte pare sia stato rappresentato dalla quantità dei dipendenti da poter riassorbire. L’offerta della Tekne, con l’impegno a riprendere al lavoro tutti i dipendenti, è risultata a questo punto vincente. E dunque l’incontro si è chiuso in maniera positiva, anche se nelle prossime settimane dovranno essere attentamente vagliati e discussi tutti i dettagli dell’operazione. Potranno, comunque, iniziare a tirare un sospiro di sollievo i dipendenti del sito industriale di via Mattei che da quando la dirigenza Thales aveva annunciato la volontà di trasferire il personale nei due stabilimenti di Sesto Fiorentino e Gorgonzola avevano messo in atto una serie di durissime manifestazioni di protesta, dallo sciopero all’occupazione della fabbrica. La vertenza aveva ricevuto l’appoggio sia del territorio che delle istituzioni. Dopo 50 giorni di sciopero e occupazione, sembra che finalmente si può cominciare a guardare con speranza al futuro.

