Caso Vecchioni, ora studenti e attivisti sono con la preside

Alla vigilia dell’incontro che per giorni ha diviso la città «Merito alla dirigente per avere invitato la scrittrice gay»
LANCIANO. Il giorno del confronto sull’amore omosessuale alla fine è arrivato. Domattina gli studenti del De Titta-Fermi incontreranno a scuola la scrittrice Francesca Vecchioni, attivista per i diritti civili e della comunità Lgbt. Un incontro finito alla ribalta delle cronache per l’iniziativa della preside di chiedere il parere dei genitori dei ragazzi e per le proteste inscenate da questi ultimi. Tra dirigente e studenti si sono inseriti associazioni e movimenti, e la vicenda ha avuto un’appendice anche in commissariato per via di un corteo non autorizzato degli studenti. Dopo quasi due settimane di battage, domani i ragazzi saranno faccia a faccia con la scrittrice e mamma lesbica.
L’INCONTRO. Figlia del noto cantautore Roberto (che proprio oggi è in Abruzzo, all’Aquila, per presentare il suo libro “La vita che si ama”), presidente e fondatrice dell’associazione Diversity, Francesca Vecchioni è stata invitata a parlare con gli studenti del Fermi-De Titta dall’associazione “I Colori dell’Iride” per il ciclo di appronfondimenti “Incontro con l’autore”. I ragazzi delle quinte classi si sono preparati leggendo il libro della Vecchioni, “T’innamorerai senza pensare” (edito da Mondadori), che racconta la sua esperienza di vita di donna omosessuale. All’incontro con gli studenti, che si svolgerà dalle 9 alle 12 nell’istituto de Titta, saranno presenti anche Silvana Vassalli, presidente dell’Ordine degli avvocati del tribunale di Lanciano, e la psicoterapeuta Adelaide Caldora. E sempre a cura dell’associazione di donne frentane nel pomeriggio, dalle 17,30, la Vecchioni sarà presente a Palazzo degli Studi di corso Trento e Trieste, per un dibattito pubblico nell’ambito delle iniziative per il Mese della Resistenza.
LA PRESIDE. Un’attività didattica, alla quale non sarà ammesso alcuno esterno alla scuola. Così si svolgerà, domattina, l’iniziativa. È amareggiata dalla «bolla» nata sull’incontro con la Vecchioni la dirigente Daniela Rollo. Un caso che non esiste per la preside che ha subito detto sì all’iniziativa, di cui poi ha voluto informare le famiglie. «Non era una richiesta ai genitori, ma un’informazione: cerco di aprire un dialogo con le famiglie e non far piombare le cose dall’alto. E questo è un tema delicato, è inutile che ce lo nascondiamo», dice, «non è detto che tutti la pensino allo stesso modo, ci sono sensibilità scoperte. Volevo assicurarmi che i genitori non si sentissero bypassati su cose che riguardano una sfera molto personale. Ma non devo giustificarmi: il dialogo con le famiglie lo imposto come meglio credo». Per quello con gli studenti, difficile che abbia apprezzato la protesta inscenata fuori da scuola dai ragazzi e sfociata in qualche atteggiamento aggressivo all’interno. «Bastava chiedere un appuntamento e sarebbero stati ricevuti», taglia corto.
GLI STUDENTI. «È passato male il messaggio: non era un’iniziativa contro la preside, che non è mai stata omofoba, ma contro l’autorizzazione. Un gesto comprensibile, ma non accettabile». Riccardo Ferrante, del Collettivo studentesco Lanciano, è comunque soddisfatto per l’attenzione richiamata sul tema. «L’obiettivo adesso è ottenere un incontro con la preside», dice lo studente, «per un percorso sulle tematiche di genere, dall’educazione sessuale al bullismo omofobo. Ma poi la battaglia si espanderà anche ad altre scuole. La Rollo è stata l’unica dirigente ad accettare di ospitare l’incontro con la Vecchioni: le altre scuole che stanno facendo?».
GLI ATTIVISTI. Il movimento “Non una di meno Lanciano”, nato in occasione dello scorso 8 marzo, è sceso al fianco degli studenti convocati in commissariato per il corteo non autorizzato. «L’auspicio è che l’incontro di domani sia l’inizio di un percorso, che magari apra le porte di tutte le scuole della città», dice Silvia Ferrante del movimento, «la preside del De Titta-Fermi ha dato un segnale positivo, ma dagli altri istituti c’è stato silenzio sulla questione. Che sia un percorso di educazione al rispetto dell’omosessualità e di tutte le diversità».
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