Casoli, viaggio nella storia Turisti in fila al castello

Raddoppiati i visitatori e il Comune prolunga le aperture: tanti gli abruzzesi Masciantonio: «Qui sono passati d’Annunzio e Michetti, fu il rifugio di Troilo»
CASOLI. «A seguito dell’elevato afflusso di visitatori, l’amministrazione comunale ha deciso di prolungare l’apertura del castello ducale di Casoli fino al 20 settembre con il seguente orario:10-13 e 16-19». È laconico l’avviso che l’amministrazione comunale ha pubblicato ma dietro alla brevità ci sono numeri, soddisfazioni e sforzi: il castello di Casoli è sempre un polo attrattivo e quest’anno lo è stato ancora di più.
«Abbiamo avuto più del doppio di visitatori, la gran parte italiani, mentre gli scorsi anni il 50% arrivava dall’estero. Ciò che ci fa piacere è che moltissimi sono abruzzesi»: a parlare è Carlo Masciantonio, bisnipote dell’ultimo proprietario del castello, quel Pasquale Masciantonio, celebre avvocato e parlamentare, che ospitò nel maniero Gabriele d’Annunzio, Francesco Paolo Michetti, Francesco Paolo Tosti, Edoardo Scarfoglio, Matilde Serao e Guglielmo Marconi. Masciantonio, che è anche vissuto nel castello, fa da “cicerone” ai visitatori, ed è coadiuvato da Mario Colanzi. C’è passione nelle sue parole, pathos, emozione. Parla del cenacolo di d’Annunzio e delle frasi che il Vate scrisse sulle pareti, tra queste: «Le visite sono care quando sono brevi, utili e rare. È la pazienza l’immortal nepente che afforza i nervi e l’anima ristora». Poi passa a descrivere la stanza del maggiore Lionel Wigram e della Brigata Majella che ha avuto l’onore di essere visitata dal Presidente Sergio Mattarella, il 25 aprile 2018, per le celebrazioni del 73° anniversario della Liberazione. «Il castello fu prima posto di guardia tedesco e poi degli Alleati. Qui furono ospitati parte degli sfollati di Gessopalena e dei paesi limitrofi, altri furono accolti nelle abitazioni dei casolani. Qui trovò rifugio Ettore Troilo, questi da Casoli contattò il comando inglese per coadiuvare gli alleati, grazie alla costituenda formazione partigiana, poi denominata Brigata Majella, nella lotta di liberazione. Il comando inglese fu spronato ad accettare grazie al maggiore Lionel Wigram, morto poi nella battaglia di Pizzoferrato».
Masciantonio ci mette passione nei racconti, par di sentire i personaggi, sembra di vedere il comandante Troilo e il maggiore Wigram, si ha l’impressione che d’Annunzio e Michetti e Trozzi escano or ora da qualche stanza. I turisti sentono anche la storia del di Casoli, di Cluviae (cittadina romana in località La Roma), del castello, della primitiva torre medievale, de d’Aquino fino ad arrivare ai de Sangro ai Di Benedetto e infine ai Masciantonio. «Come non essere soddisfatto dei tanti visitatori che ci hanno fatto visita e hanno apprezzato “l’attrazione” castello», dice il sindaco Massimo Tiberini che aggiunge: «Il nostro impegno è rendere il castello come polo di attrazione per la nostra Casoli e per un intero territorio. Ricordo che il Castello è sempre visitabile negli altri giorni previa prenotazione telefonica ai seguenti recapiti 351.6210870 oppure 327.7424154».

