Cassa integrazione alla Denso: parte la richiesta di altri sei mesi

17 Ottobre 2023

L’azienda deve presentare la domanda a Roma legandola a un piano di rilancio dello stabilimento Laviano (Fim): «Aspettiamo anche l’arrivo di nuove produzioni». A breve l’assemblea con i lavoratori

SAN SALVO . Ancora sei mesi di cassa integrazione. È l’opportunità che Denso può sfruttare per evitare esuberi. È quanto emerso dall’incontro avuto ieri, per via telematica, tra la direzione aziendale e il ministero del Lavoro e delle politiche sociali. La soluzione è una sorta di paracadute che dovrebbe tutelare i lavoratori in esubero. I sindacati non esultano ma sono soddisfatti.
«I risultati dell’incontro con il ministero», hanno scritto in una nota i segretari di Fim (Marco Laviano), Fiom (Alfredo Fegatelli), Uilm (Nicola Manzi) e Fismic (Nicola Amicucci) insieme alle rsu di fabbrica, «conferma quanto da noi evidenziato nei precedenti incontri: l’opportunità di poter chiedere una ulteriore proroga di sei mesi di cassa integrazione per crisi di mercato e mancati piani di risanamento». La richiesta di proroga dovrà essere presentata al più presto dall’azienda che dovrà motivarla e argomentarla, assicurando che sia necessaria per un piano di rilancio. «In attesa di risposte sulla richiesta della cassa per crisi», fanno sapere i sindacati, «nelle prossime settimane convocheremo un’assemblea dei lavoratori per metterli al corrente».
«Speriamo», commenta Fegatelli della Fiom, «di ottenere la proroga e non ricorrere alla cassa integrazione per transizione perché chi la utilizza è costretto a fare la lista nominativa degli esuberi». Il periodo di incertezza preoccupa. «La speranza», dice Laviano della Fim, «è che entro i sei mesi di cassa integrazione arrivino nuove produzioni per gestire il periodo. Nelle prossime settimane dovremo valutare se la cassa integrazione per transizione può tornare utile o se, invece, grazie a eventuali nuove produzioni non è necessaria».
La prudenza dei sindacati è tanta. Su un punto le sigle sindacali sono concordi: è necessario rafforzare le attuali lavorazioni in attesa dei nuovi prodotti, a garanzia che le professionalità e l’impegno mostrati nel corso di questi anni dai lavoratori non vengano per nessun motivo disperse. Per le organizzazioni sindacali persistono perplessità di varia natura, in tema di volumi produttivi e investimenti futuri indispensabili per il mantenimento dei livelli occupazionali e il rilancio dello stabilimento di San Salvo.
La ricerca di nuove produzioni è iniziata un anno fa. L’autunno 2022 ha portato alla Denso ordinativi dal Brasile, ordinativi che hanno tenuto i dipendenti impegnati a lungo. Il nuovo anno finanziario, iniziato il primo aprile scorso, nonostante la crisi mondiale dell’automotive, ha portato una marcia in più grazie al nuovo amministratore delegato Francesco Monaco e agli accordi presi con i sindacati. Per le aziende consociate giapponesi e brasiliane, nella fabbrica di San Salvo saranno prodotti circa trentamila statori e rotori al mese per tutto il 2023; per il Brasile verranno lavorati nello stabilimento di Piana Sant’Angelo 120mila alternatori. Per la Starter General Motors in Tennessee si produrranno, fino al 2025, seicentomila pezzi l’anno. Verranno prodotti anche elettromagneti per il Giappone. Per il rilancio servono però altre produzioni.
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