Cassa integrazione alla Honeywell «L’azienda ha 15 giorni di tempo»

Atessa, il vicepresidente Lolli dopo l’incontro al ministero: «Va indicata una continuità sul territorio» D’Alessandro, al primo intervento, porta il caso in Parlamento: «Serve unanimità sulle grandi crisi»
ATESSA. Un incontro interlocutorio con la spiegazione delle condizioni per poter accedere alla cassa integrazione straordinaria per i circa 400 dipendenti Honeywell e altri quindici giorni di tempo per adeguarsi. È quanto incassa al momento il vicepresidente della Regione con delega alle attività produttive e crisi industriali, Giovanni Lolli, nell’incontro a Roma al ministero del Lavoro per discutere dell’erogazione della cassa integrazione straordinaria alla fabbrica dei turbo di Atessa, anche dopo che l’azienda ha cessato definitivamente le attività lo scorso 5 marzo. Un appello che è anche una corsa contro il tempo dal momento che il limite massimo per poter sancire la “salvezza” di quel che resta della Honeywell è il 31 maggio. L’ammortizzatore sociale è, come riferiscono preoccupati i dipendenti, oltre che una speranza di salario fino a febbraio 2019, anche una “garanzia” per la reindustrializzazione del sito, dal momento che l’accordo siglato lo scorso 16 febbraio al ministero dello Sviluppo economico stabilisce che la Honeywell cede il sito gratuitamente a chi vorrà investire in Val di Sangro, dietro erogazione della Cigs per altri 23 mesi. «È stato un incontro interlocutorio», riferisce Lolli al telefono, «il Ministero ha spiegato le condizioni per accedere alla Cigs che sono contenute nella legge stessa stabilita dal Governo. I termini inizialmente erano stati definiti in una decina di giorni. Da ieri l’azienda ha altri 15 giorni per recepire le condizioni dettate. Bisogna che la Honeywell indichi una qualche forma di continuità sul territorio». Intanto il vice presidente riconvocherà un tavolo a Roma al Mise: «Nel frattempo sta andando avanti la reindustrializzazione: bisogna parlare delle ipotesi in campo». E alla voce della Regione si unisce anche quella del neo deputato del Pd Camillo D’Alessandro che ha portato, al suo primo discorso in aula, proprio la questione Honeywell. «Ci troviamo di fronte a una delle più gravi crisi del Paese per il numero di lavoratori coinvolti», dice ai colleghi deputati, «non ci è dato sapere se questa legislatura andrà avanti ma facciamo in modo che per il tempo che c’è che queste gravi crisi siano affrontate con la dovuta unanimità. Ad oggi non è stata ancora concessa la cassa integrazione straordinaria: c’è ancora poco tempo, dopodiché i lavoratori saranno lasciati soli al loro destino. Ho voluto consegnare all’aula ed alle istituzioni nazionali il caso dei i lavoratori della Honeywell», commenta D’Alessandro, «spiace che le forze politiche che pure hanno prevalso in quei territori siano ferme e disinteressate. Chiaramente l’iniziativa del Pd non finisce qui: con Lolli e D’Alfonso, abbiamo attivato già tutti i canali istituzionali, non molliamo fino alla fine».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

