Cattivi odori e acque scure Esposto in Procura per il Moro

Torna l’allarme nel tratto di torrente tra Lanciano e Poggiofiorito, l’Arta preleva campioni per le analisi Lanci (Nsc): «Chi commette reati contro l’ambiente deve pagare. I cittadini continuino a vigilare»
LANCIANO. È accaduto ancora. Le acque del torrente Moro, nel tratto presente tra Lanciano e Poggiofiorito, e che bagna le contrade Costa di Chieti e Villa Caldari, sono visibilmente inquinate: un colore che va dal bianco al grigio scuro ed emanano un fortissimo odore acre che non lascia presagire nulla di buono. Era già successo in passato che il torrente Moro si presentasse in pessime condizioni. Nel 2011 le acque assunsero un persistente colore nero e sembravano addirittura gorgogliare. Seguì una drammatica moria di pesci e l’emanazione di ordinanze di divieto di uso delle acque per uso agricolo ed irriguo da parte dei Comuni di Frisa e Lanciano. L’allarme era stato lanciato dall'associazione Nuovo Senso Civico che torna oggi a richiamare l’attenzione sul Moro a seguito di numerose e documentate segnalazioni dei residenti del posto sull’evidente stato di alterazione delle acque. Una situazione che è immediatamente sfociata, su interessamento dell’associazione, in prelievi da parte dell’Arta (agenzia regionale tutela ambiente) e in un esposto alla Procura di Lanciano. «Importante l’attività svolta dall’Arta», si legge in una nota del sodalizio presieduto da Alessandro Lanci, «che con assoluta tempestività ha provveduto ad effettuare i campionamenti. La tutela delle acque è materia importantissima alla quale l’agenzia regionale in questi ultimi mesi sta dedicando grande impegno. In queste ore si stanno ultimando le analisi di laboratorio. Purtroppo, però, nonostante la gravità dell’evento, non saremo in grado di risalire con assoluta certezza alla fonte inquinante ed individuare la probabile tipologia di attività industriale dalla quale presumibilmente derivano gli inquinanti, dal momento che le sostanze nel corso dei giorni si sono disperse e dilavate». Nel 2011, invece, le analisi avevano individuato con certezza una serie di pericolosi inquinanti, letali per la salute dell’uomo e dell’ambiente: fenoli, solventi clorurati, idrocarburi e un’altissima concentrazione di metalli come rame, piombo, nichel, cromo, tutti altamente tossici e nocivi, rinvenuti in grande quantità sia nei sedimenti che nelle acque del torrente Moro. Ancora, erano presenti cloroetilene, plecloroetilene (cancerogeno), solventi clorurati, trielina e derivati dal benzene che provocano danni per inalazione e ingestione diretta o indiretta, come ad esempio l’uso delle acque per la coltivazione. «Gli inquinatori non stiano tranquilli», ammonisce Nsc, «faremo di tutto, con le istituzioni, perché vengano assicurati alla giustizia. Chi vuole seminare distruzione e morte deve essere fermato e condannato a pagare. I reati contro l’ambiente sono delitti gravissimi e devono essere perseguiti. Chiediamo ai cittadini di continuare a vigilare e segnalare quanto di sospetto possa essere notato. Dobbiamo essere le prime sentinelle di questa Madre Terra».
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