Cattivi odori e malesseri «In città non si respira»

Ortona. Segnalazioni in diverse zone del centro soprattutto nelle ore serali Tatone (Earth): casi a Madonna degli Angeli, via Civiltà del Lavoro e Fonte Grande
ORTONA. Forti odori nell’aria, a tratti insopportabili, avvolgono l’ambiente ortonese negli ultimi tempi. Arrivano segnalazioni da più parti della città, con persone che protestano per il fetore che viene percepito soprattutto nelle ore serali, ma non solo. Ieri mattina, ad esempio, poco prima di mezzogiorno, giungevano lamentele di cattivi odori nell’area della zona artigianale. E poi ci sono via Civiltà del Lavoro, Fontegrande e tante altre aree nelle quali i residenti si lamentano quotidianamente per questo strano fenomeno che allarma la popolazione e crea anche dei problemi di salute.
«Con il passare del tempo stanno emergendo problemi salutari come cefalee, nausea, vomito, malessere in generale». A parlare è Massimo Tatone, presidente provinciale di Earth Chieti, associazione per la tutela giuridica della natura e dei diritti animali. Dopo aver ricevuto una serie di segnalazioni, l’associazione esce allo scoperto chiedendo agli organi competenti di impegnarsi nella risoluzione di questo problema. «Spesso i residenti sono costretti a chiudere porte e finestre, ma nonostante tutto lo sgradevole odore si fa sentire», spiega Tatone che poi elenca alcune delle aree dove il disagio è stato finora riscontrato: «Parliamo di via Civiltà del Lavoro, area artigianale, contrada Casone, zona Fonte Grande, nelle vicinanze del casello autostradale ed a volte si percepisce anche nel quartiere di Madonna degli Angeli». Una problematica piuttosto estesa, dunque, che si riscontra pure leggendo sui social, dove in tanti tra la popolazione ortonese continuano a lamentarsi per questo fenomeno. C’è chi si è rivolto ai carabinieri forestali, chi alla capitaneria di porto di Ortona, ma per ora non si è giunti a una soluzione. «Tuttora il problema persiste», sottolinea il presidente provinciale di Earth Chieti, anzi si tratterebbe di «una questione nota e annosa».
Anche durante gli ultimi monitoraggi portati avanti dall’associazione stessa, in alcuni punti il problema si sarebbe mostrato in tutta la sua gravità, tanto che Tatone parla a chiare lettere di «un’aria irrespirabile per cui siamo stati costretti ad allontanarci nonostante fossimo muniti di mascherina». E dall’associazione per la tutela giuridica della natura e dei diritti animali arriva l’appello: «Per la tutela e la salvaguardia della salute pubblica, chiediamo che il problema venga risolto presto e siano accertate eventuali responsabilità».
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