Catturati i due truffatori degli anziani: nella fuga hanno investito una poliziotta

I malviventi napoletani scappano dopo il tentativo di depredare una 88enne di Chieti Scalo con il trucco del finto nipote Ma vengono traditi dal gps e arrestati a Rivisondoli. Finisce all’ospedale l’agente colpita con lo sportello dell’auto
CHIETI. Dopo il tentativo di depredare un’anziana a Chieti Scalo, non hanno esitato a investire e ferire una poliziotta pur di guadagnarsi la fuga e l’impunità. Ma non è stato comunque sufficiente per farla franca: Emanuele Santangelo, 20 anni, e Ciro Paudice (19), entrambi di Casalnuovo di Napoli, sono stati arrestati dalla squadra mobile di Chieti, in collaborazione con la polizia stradale di Castel di Sangro. I due, incensurati, sono stati catturati all’altezza di Rivisondoli, sull’altopiano delle Cinquemiglia, dopo poco più di un’ora: devono rispondere di concorso in tentata truffa pluriaggravata, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali. A tradirli è stato il gps della Lancia con la quale stavano provando a tornare in Campania. Dopo un giorno e mezzo trascorso ai domiciliari, stamattina gli indagati compariranno per l’udienza di convalida davanti al tribunale di Sulmona, competente per territorio.
IL TENTATIVO DI TRUFFA
Tutto comincia giovedì, intorno all’ora di pranzo. Un’anziana di 88 anni che abita in via Isonzo, nei pressi del Villaggio del Mediterraneo, riceve sull’utenza fissa la telefonata di uomo che si spaccia per il nipote e la informa che presto arriverà il corriere per consegnare un pacco: «Nonna, ho già pagato l’anticipo. Per completare l’acquisto», è questo il senso delle sue parole, «servono subito altri 4.500 euro, altrimenti la caparra andrà persa».
L’ALLARME
Proprio in quei minuti, a casa torna la figlia della pensionata, che si accorge del tentativo di truffa in corso e telefona al 113. La sala operativa della questura teatina allerta immediatamente una pattuglia in borghese della Mobile. Quando gli agenti arrivano sul posto, uno dei truffatori è in procinto di entrare nell’abitazione dell’anziana, mentre l’altro è alla guida della Lancia parcheggiata nelle immediate vicinanze. Nel momento in cui si accorge dell’arrivo delle forze dell’ordine, il guidatore ingrana la retromarcia e, con lo sportello lato passeggero rimasto aperto, colpisce la capo pattuglia, che finisce a terra, riportando lesioni poi giudicate guaribili in sette giorni dai medici del pronto soccorso.
LA FUGA
Solo l’intervento tempestivo del collega evita conseguenze ancora più gravi. Fatto sta che il malvivente si allontana a tutta velocità e recupera il complice, nel frattempo fuggito a piedi. Gli agenti riescono comunque a prendere il numero di targa. Dai successivi accertamenti emerge che si tratta di un’automobile noleggiata e dotata di gps. Gli investigatori possono così tracciare passo dopo passo la via di fuga utilizzata dai truffatori e allertare i colleghi di Castel di Sangro: la Lancia viene bloccata quando mancano pochi minuti alla tre del pomeriggio. Ora l’analisi dei cellulari sequestrati agli arrestati potrebbe consentire di allargare l’indagine.
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