Cavallo dopato per la gara, due a processo

7 Maggio 2019

Il proprietario e l’allenatore rischiano fino a un anno. Il pm: «Hanno truccato il risultato della corsa»

CHIETI. Sono accusati di aver dopato il loro cavallo truccando il risultato di una corsa. Fioravante Spinelli, 49 anni di Montesilvano, e Massimo Seiello (45), originario di Napoli e residente a San Giovanni Teatino, devono rispondere di frode in manifestazione sportiva: uno è il proprietario dell’animale, l’altro è l’allenatore. Entrambi rischiano la condanna fino a un anno di reclusione. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Lucia Anna Campo, sono state condotte dai carabinieri del Nas di Pescara. L’episodio, arrivato ieri davanti al giudice Andrea Di Berardino, risale al 30 maggio del 2017. Il cavallo era arrivato terzo nella gara che si è svolta all’ippodromo di San Giovanni Teatino, ma i militari dell’Arma – attraverso le analisi di laboratorio – hanno scoperto la positività dell’animale alle sostanze dopanti «al fine di aumentargli le prestazioni sportive». Secondo l’accusa, Spinelli e Seiello hanno «alterato il risultato e il leale svolgimento del premio “Gola”» dopo aver fatto assumere al cavallo una sostanza analgesica e antinfiammatoria chiamata «ossifenilbutazone-fenilbutazone», ritenuta tra quelle dopanti. Gli imputati, che respingono ogni accusa, sono difesi dall’avvocato Linda Maria D’Angelo. La prossima udienza è in programma il 16 settembre.
Nelle scorse settimane, i carabinieri del Nas hanno scoperto un altro caso simile. Due napoletani di 29 e 34 anni, rispettivamente proprietario e allevatore, hanno imbottito il cavallo da corsa di sostanze dopanti a base di cocaina. L’animale si era classificato al secondo posto. Nei confronti dei due indagati è scattata una denuncia per i reati di frode in competizione sportiva e maltrattamenti di animali. (g.let.)