Cda convocato dal notaio per assunzioni e incarichi

CHIETI. Un consiglio d’amministrazione da svolgere nello studio di un notaio, anziché nella sede dell’ente amministrato. È la prima cosa che balza agli occhi nella convocazione per venerdì prossimo...
CHIETI. Un consiglio d’amministrazione da svolgere nello studio di un notaio, anziché nella sede dell’ente amministrato. È la prima cosa che balza agli occhi nella convocazione per venerdì prossimo del Cda dell’università telematica Leonardo Da Vinci. Ad averlo convocato nello studio del notaio di Pianella, Stefano Anzideo, è il presidente del Cda Tommaso Marvasi, che invia la convocazione al rettore Franco Cuccurullo, al direttore generale Alberto Rimicci, ai componenti del Cda e del collegio dei revisori dei conti. Primo punto all’ordine del giorno: la relazione del presidente e le disposizioni per la gestione ordinaria dell’ateneo. Al terzo punto c’è l’esame della situazione che si è venuta a creare in seguito alla revoca del Cda del 19 luglio, vale a dire quando il partner istituzionale dell’ateneo, l’università slovacca Sevs (che detiene la maggioranza del Cda), ha sfiduciato tutti i consiglieri d’amministrazione, nominando un Consiglio d’amministrazione quasi del tutto nuovo. Ma questo Cda è stato esautorato con provvedimento del tribunale, nelle more dell’udienza civile fissate per il 12 settembre. Il vecchio Cda torna dunque al potere con Marvasi che, anziché aspettare l’udienza del 12 settembre, convoca il Cda dal notaio e prende una serie di decisioni che riguardano anche diverse assunzioni e nuovi incarichi. Al quarto punto all’ordine del giorno, infatti, c’è la ratifica di determine presidenziali che riguardano l’assunzione di due ricercatori. Poi c’è la determina che chiede l’assunzione di Abdallah Mkades, uno degli ex membri del Cda e già ai vertici della Eduworld, la holding maltese che controlla la Sevs. E infine c’è anche la questione della scadenza del contratto del direttore generale Rimicci.
La guerra, dunque, continua al vertice dell’università telematica al centro di una inchiesta della magistratura che vede dieci indagati per reati che vanno dalla turbativa d’asta all’appropriazione indebita. (a.i.)

