Cede il tetto d’amianto E’ allarme in via Brescia

19 Gennaio 2017

I residenti furiosi: inascoltate le nostre richieste di rimuoverlo

LANCIANO. Sbriciolati sotto il peso della neve. Crollano due tetti, uno di un capannone che ospitava una palestra e uno di una palazzina in pieno centro a Lanciano dove i danni per il maltempo hanno messo la città in ginocchio. Contrade da 48 ore senza corrente, riscaldamenti e acqua a singhiozzo. Tetti, cornicioni e alberi che crollano. E una nuova emergenza: quella delle frane. A Fossacesia, Santa Maria Imbaro e Rocca San Giovanni le amministrazioni aiutano i cittadini senza luce da giorni mandandoli nelle strutture alberghiere. Allerta per i fiumi Sangro e Feltrino.

In linea d’aria distano pochi metri e sono venuti giù entrambi per il peso della neve. Si tratta dei tetti di un capannone in via Brescia, che fino a qualche tempo fa ospitava una palestra e del tetto di un condominio all’incrocio tra viale della Rimembranza e piazza Unità d’Italia. A crollare la sera di martedì è stata la copertura del capannone. Un boato, poi il tonfo ha allertato i residenti di via Brescia, via per Fossacesia, via Milano. «Mi sono affacciato dalla finestra e il tetto del capannone non c’era più», racconta M.S. residente di via per Fossacesia, «abbiamo allertato subito i vigili del fuoco». Che arrivati prontamente alle 21.15 non hanno però potuto fare altro che chiudere la via. Il tetto crollato è in eternit e va rimosso con estrema cautela. «Infatti siamo preoccupati proprio per l’eternit», riprendono i residenti, «lastre lunghe che chiediamo da anni di rimuovere. Abbiamo fatto petizioni, richiesto interventi al Comune. La Asl ha fatto un sopralluogo tempo fa e ci ha rassicurato dicendo che non era danneggiato e quindi non rilasciava le polveri che sono dannose». Il Comune aveva emesso delle ordinanze per la messa in sicurezza e il privato aveva anche iniziato a fare dei lavori. «A settembre», precisano i residenti «avevano iniziato a rimuovere il tetto, poi si sono fermati». Ora il crollo. Per fortuna la pioggia sta evitando la dispersione delle polveri di amianto.

Altro tetto crollato, non in eternit, in viale della Rimembranza, nel palazzo al cui piano terra c'è la Banca Popolare di Ancona. Non ci sono feriti fortunatamente. Ma tutto il palazzo è stato visionato e transennato dai pompieri perché ci sono molte infiltrazioni d’acqua e i locali al pian terreno, tra cui la banca, si sono allagati. Infiltrazioni d’acqua anche nell’ospedale Renzetti. Nel corridoio che porta alle sale operatorie, a medicina, negli ambulatori di cardiologia e in generale nello stabile centrale si notano secchi in fila, stracci e il cartello «attenzione pavimento bagnato«. Piove dalle crepe aperte nei muri. Con buona pace degli utenti.

Continua intanto l’emergenza in alcune contrade frentane che da ben 50 ore sono al buio e al freddo. A Lanciano, dopo tante richieste, ieri sera erano in arrivo due gruppi elettrogeni dalla Regione per ridurre i disagi. E' tornata invece alla normalità la viabilità. «Si aprono però altre questioni da affrontare subito: sicurezza stradale, riapertura scuole e monitoraggio frane», dice il vice sindaco Pino Valente. «Le abbondanti nevicate hanno ulteriormente deteriorato lo stato delle strade aprendo tante buche che saranno chiuse appena il tempo lo permetterà. Per quanto riguarda le scuole, che riapriranno lunedì, insieme all’assessore alla pubblica istruzione Giacinto Verna, si stanno liberando piazzali e marciapiedi dalla neve e verificando la funzionalità dei riscaldamenti». Altra emergenza quella delle frane. Lanciano è città a forte rischio idrogeologico e la pioggia e la neve fanno alzare l’allerta frane. Le zone a rischio sono monitorate dal settore lavori pubblici. Allerta alta anche per il rischio esondazione del Sangro e del Feltrino, a Fossacesia e San Vito. Due Comuni che hanno ancora problemi con la mancanza di elettricità da oltre 72 ore. Il comune di Fossacesia, con il sindaco Enrico di Giuseppantonio, di Rocca San Giovanni, con Gianni di Rito, di Mozzagrogna con Tommaso Schips e di Santa Maria Imbaro con il sindaco Mariella Di Nunzio hanno deciso di avviare azioni legali per la grave interruzione di energia.

«Ringraziamo i tecnici dell’Enel che stanno lavorando e ininterrottamente ed in condizioni disumane», dicono i sindaci, «ma non ci si venga a raccontare la favoletta della nevicata abbondante perché tutti sappiamo che la responsabilità di quanto sta accadendo è della pessima e più volte denunciata mancanza di manutenzione degli impianti elettrici». I sindaci hanno poi deciso di aiutare i cittadini offrendo loro sistemazioni alternative. Il Comune di Rocca San Giovanni, grazie all’Associazione La Scuola, ha messo a disposizione 30 posti all’interno della sede dell’associazione, i Comuni di Fossacesia, Mozzagrogna e Santa Maria Imbaro hanno reso disponibili stanze in albergo e b&b del territorio per famiglie con bambini piccoli, anziani e non autosufficienti. Come se non bastassero i disagi ieri la Sasi è stata anche costretta a smentire la notizia diffusa su internet sulla sospensione del servizio idrico in dieci comuni frentani. «E’ un atto di sciacallaggio in un momento di grave emergenza», dice il presidente Sasi Gianfranco Basterebbe.