Cementificio, ora arriva il no del commissario

VASTO. Chiedono al Comune di Vasto di attivare «tutti i poteri di propria competenza affinché venga scongiurato il pericolo derivante da attività potenzialmente impattanti sull’ambiente e sulla...
VASTO. Chiedono al Comune di Vasto di attivare «tutti i poteri di propria competenza affinché venga scongiurato il pericolo derivante da attività potenzialmente impattanti sull’ambiente e sulla biodiversità della riserva naturale di Punta Aderci» e sollevano una serie di perplessità sugli ultimi avvenimenti inerenti il progetto della Escal, l’azienda di Foggia intenzionata a produrre leganti idraulici a freddo (cemento), nella fascia di protezione esterna della riserva. Sei associazioni cittadine intervengono sulla vicenda relativa al parere negativo rilasciato dal Comitato di gestione e su alcuni provvedimenti presi dal commissario ad acta, Maurizio Formichetti, nominato dalla prefettura con il compito di concludere il procedimento «nel termine di giorni trenta dal suo insediamento» , come stabilito dal Tar di Pescara. Forum Civico Ecologista, Arci, Italia Nostra del Vastese, CAI, Gruppo Fratino e associazione Porta Nuova intervengono: «Prima perplessità è quella relativa al limite del mandato ricevuto», dicono i referenti dei sei sodalizi, «infatti, stante l’interpretazione diretta della sentenza 302/2021 del Tar di Pescara, il commissario avrebbe dovuto acquisire il parere del comitato di gestione della riserva entro trenta giorni per sanare il vizio procedimentale, parere che è stato espresso, in forma negativa, il 30 agosto 2021. Quindi, stante l’interpretazione autentica dell’incarico avuto, bastava trasmetterlo per chiudere il procedimento, senza ovviamente entrare nel merito dell’ormai acquisito parere. A riguardo non troviamo spiegazioni sul perché il commissario, non solo non abbia celermente concluso il suo lavoro, circa la semplice trasmissione dell’ormai acquisito parere, ma si sia reso parte oltremodo attiva, con la nomina di un suo consulente (retribuito da chi?) e, come sembra, con la convocazione diretta ed unitaria dei componenti del Comitato di Gestione, che invece è organo collegiale».
Il commissario, dal canto suo, respinge al mittente le contestazioni. «Ho agito nel rispetto del mandato che mi è stato conferito», ribatte Formichetti, «convocare il comitato di gestione e chiedere chiarimenti sul parere rilasciato fa parte dei compiti che mi sono stati affidati. Ho cercato di svolgere il mio incarico nel migliore dei modi, mettendo in campo i necessari provvedimenti. Per me la partita è chiusa: prendo atto del parere negativo rilasciato, che faccio mio, e mi accingo a rimettere una relazione al Tar di Pescara. Quello che mi preme sottolineare», conclude il commissario prefettizio, «è che non ho mancato di rispetto a nessuno». Martedì scorso Formichetti, che era accompagnato dal suo consulente ambientale, Giustino Angeloni, ha avuto una riunione in Comune con il sindaco Francesco Menna e gli assessori Paola Cianci e Gabriele Barisano. Al termine dell’incontro, che è stato molto breve, il funzionario ha riconsegnato tutta la documentazione. (a.b.)

