Cementificio vicino alla riserva L’11 maggio la decisione del Tar

VASTO. Per Wwf e Legambiente è carente sotto diversi punti di vista e non tiene conto di alcuni importanti aspetti. Per la Escal, la società di Foggia intenzionata ad avviare l’attività di...
VASTO. Per Wwf e Legambiente è carente sotto diversi punti di vista e non tiene conto di alcuni importanti aspetti. Per la Escal, la società di Foggia intenzionata ad avviare l’attività di produzione a freddo (senza forno) di leganti idraulici (cemento), è stato rilasciato con notevole ritardo rispetto ai tempi previsti dalla legge. Ruota intorno al parere favorevole sulla valutazione di incidenza ambientale (Vinca), firmato il 15 gennaio scorso dal dirigente della sezione urbanistica comunale Stefano Monteferrante, il ricorso presentato ai giudici amministrativi dalle due associazioni ambientaliste.
La decisione sulla richiesta di sospensiva è attesa per l’11 maggio. «L’udienza è stata rinviata a quella data per una questione formale», spiega l’avvocato Francesco Paolo Febbo, il legale incaricato da Wwf e Legambiente, «la Escal si è costituita in giudizio e ha presentato una memoria difensiva contenente ricorso incidentale». Anche la società che vuole produrre leganti idraulici nella fascia di protezione esterna della riserva naturale di Punta Aderci contesta, al pari delle associazioni, l’operato del Comune, ma per motivi diversi: i tempi eccessivi per il rilascio del parere sulla Vinca, quasi un anno e mezzo a fronte dei 60 giorni previsti dalla legge. Chi ha invece deciso di non costituirsi in giudizio è l’amministrazione comunale, come aveva del resto annunciato nelle scorse settimane l’assessore all’ambiente Paola Cianci, commentando la sentenza del Tar sul progetto della società Iguana. In questo caso i giudici amministrativi, pronunciandosi sul ricorso presentato dal Comune per l’annullamento del provvedimento con cui la Regione ha approvato il progetto sperimentale per la realizzazione di un impianto per lo stoccaggio e il recupero di rifiuti non pericolosi a Punta Penna, ha accolto integralmente la tesi dell’ente.
Nello specifico il Tar ha sancito che è necessaria la valutazione di incidenza ambientale (Vinca) anche se l’impianto è previsto in una zona industriale, ma ricade nella fascia di protezione esterna della riserva di Punta Aderci ed è contiguo ad un sito di interesse comunitario (Sic). Per gli ambientalisti e le associazioni cittadine resta, comunque, il problema del continuo rincorrersi di progetti ed iniziative che potrebbero avere delle significative ricadute sull’ecosistema della riserva e sul vicino sito di interesse comunitario e che si può risolvere solo con azioni concrete di pianificazione territoriale. Il conflitto da dirimere resta la difficile convivenza tra zona industriale e parco costiero. (a.b.)
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