Cena sotto i portici della basilica No del vescovo: «È spazio sacro»

Tavolini di un ristorante sistemati sul sagrato della cattedrale complice qualche goccia di pioggia Il sindaco chiama la polizia: via i clienti. L’assessore Troilo: nessun reato ma è mancanza di rispetto
LANCIANO. Qualche goccia di pioggia, i tavolini di chi cenava all’aperto spostati sotto l’arcata della basilica della Madonna del Ponte senza problemi. L’indignazione di chi vede la scena surreale immortalata in foto che rimbalzano sui cellulari di tanti cittadini in pochi minuti. Sale lo sdegno e arriva l’intervento dell’assessore al commercio, Maria Ida Troilo, del sindaco Filippo Paolini che chiama la polizia. La pattuglia volante fa sgomberare sedie, tavolini e clienti. Serata movimentata quella di mercoledì per un ristorante del centro che ha allestito alcuni tavoli addirittura sul sagrato della chiesa. Un gesto deprecabile, avventato, contestato da molti, anche dall’arcivescovo Emidio Cipollone, che però ha cercato di abbassare i toni parlando «di gesto fatto non con cattiveria». E, col Comune che promette restrizioni per le concessioni del suolo pubblico in piazza, sono arrivate le scuse dei ristoratori.
LA CENATre tavolini, alcuni clienti francesi che mangiano tranquilli serviti dai camerieri sul sagrato della cattedrale. È la scena che molti cittadini hanno visto mercoledì e che ha subito sollevato indignazione e proteste. Cresciute col passare dei minuti perché la cena è stata ripresa in foto che hanno fatto il giro della città. «Non c’è più rispetto di niente e nessuno»; «È un luogo sacro, non può essere trasformato in un ristorante»; «Ma è possibile che nessuno intervenga?»: i commenti. E ad intervenire è stato il Comune e soprattutto la polizia che non ha fatto multe perché non sono stati commessi reati, ma alle 22.15 ha messo fine alla cena facendo togliere sedie e tavolini.
IL COMUNE«Siamo intervenuti subito», spiega l’assessore Troilo, «chiamando i proprietari che non erano presenti nel locale, avvertendo il sindaco Paolini che ha chiamato la polizia. Non sono stati commessi reati, ma è una questione di rispetto, di etica che non poteva e non può passare in sordina». E l’amministrazione ha parlato del “caso cena sul sagrato” ieri in giunta, dopo aver ascoltato anche le spiegazioni dei proprietari. «Quanto accaduto non rientra nella questione dehors, degli spazi all’aperto», precisa Troilo, «perché lì non c’è deroga o concessione che tenga, ma dal 30 settembre, quando scadranno le agevolazioni sui tavolini all'aperto date per le norme Covid, in vigore già con la precedente amministrazione, ridimensioneremo gli spazi in cui poter cenare in piazza Plebiscito. Si lasceranno i tavolini sui corridoi, ma ci saranno regole più stringenti per lo spazio di fronte alla cattedrale».
LA CURIA
Amareggiato l’arcivescovo Emidio Cipollone, che però, non ha visto malafede nel gesto. «Certo questa cosa ovviamente non andava fatta, perché lo spazio del portico della cattedrale è spazio sacro, tanto quanto lo spazio interno dell'aula liturgica e quindi andava rispettato», precisa Cipollone, «ma voglio credere che non è un atto fatto con cattiveria. L’esercente si sarà trovato improvvisamente a fare i conti con la pioggia, i clienti già seduti, e ha agito. Parleremo con lui, ma intanto invito tutti ad avere maggior rispetto di quell’area». Il vescovo trae spunto dalla triste vicenda anche per accedere una riflessione sul bene comune. «Sta diventando abituale, non soltanto nei confronti di uno spazio ecclesiale, ma anche di altri luoghi pubblici, che per uso privato e per interessi individualistici al bene comune non pensi più nessuno», commenta monsignore. «Quanto accaduto deve aiutare a riflettere sull'importanza del bene comune e del rispetto di alcune regole condivise a vantaggio della collettività».
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