Cento matrimoni annullati dal tribunale ecclesiastico: processi lampo in sei mesi

11 Marzo 2023

L’immaturità psico-affettiva è il primo motivo di scioglimento delle nozze De Grandis: «Ai fedeli indigenti assicuriamo patrocini gratuiti e prezzi ridotti»

CHIETI. Sei mesi in media per definire i processi canonici, garantendo anche la riduzione o l’esenzione delle spese agli indigenti (per il 54 per cento delle cause di appello). In totale, nel corso del 2022, il tribunale ecclesiastico interdiocesano abruzzese molisano ha concluso 100 cause, di cui 99 terminate con una sentenza di nullità del matrimonio e 1 con un’archiviazione. Scendono anche gli arretrati rispetto all’anno precedente: 110 cause pendenti a fronte delle 159 del 2021.
l’anno giudiziario
I dati sono stati snocciolati dal vicario giudiziale don Antonio De Grandis, ieri pomeriggio durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario del tribunale interdiocesano e di appello delle diocesi di Abruzzo e Molise (Teiam), che ha sede a Chieti in via Vernia e che ha assunto il ruolo di tribunale di appello per le cause trattate in primo grado dal tribunale dell’arcidiocesi di Pescara-Penne. Dopo la celebrazione eucaristica dell’arcivescovo di Chieti-Vasto, Bruno Forte, nella cappella del seminario regionale San Pio X e i saluti nell’aula magna del seminario del presidente della Ceam, il cardinale Giuseppe Petrocchi, arcivescovo dell’Aquila, è seguita la prolusione di monsignor Andrea Ripa, segretario del supremo tribunale della segnatura apostolica, sul tema “Il processo brevior come strumento della carità pastorale. Il ruolo dei vescovi e dei parroci”. Di fronte una platea gremita, formata da giudici, difensori del vincolo, avvocati del foro ecclesiastico, periti, patroni stabili, cancellieri, notai, autorità civili, militari e giudiziarie «a testimonianza dell’attenzione istituzionale verso la realtà del tribunale ecclesiastico», ha detto De Grandis.
CAUSE E MOTIVI DI NULLITà
In base ai dati sui processi ordinari, all’inizio del 2022 risultavano 128 cause pendenti, con l’aggiunta di altre 82 iscritte a ruolo nel corso dell’anno (nel 2021 erano state 80), per un totale di 210. Stabile il numero delle dichiarazioni di nullità del sacramento del matrimonio. Delle 100 cause concluse, il numero più alto appartiene alla diocesi di Chieti-Vasto (36), seguita da Teramo-Atri (20), Lanciano-Ortona (7), Sulmona Valva (7), Termoli-Larino (7), L’Aquila (6), Avezzano (6), Campobasso-Boiano (6), Trivento (3) e Isernia-Venafro (1). L’analisi dei dati statistici conferma la tendenza, già emersa da alcuni anni, a considerare il primo motivo di annullamento del matrimonio il grave difetto di discrezione di giudizio, soprattutto per immaturità psicoaffettiva. Risultano in aumento anche i processi che si basano sulla simulazione del consenso. «Questa descrizione», sottolinea De Grandis, «stimola le nostre comunità, sia diocesane che parrocchiali, a una più attenta pastorale di accompagnamento dei fidanzati sul piano della formazione umana e cristiana».
PROCESSI BREVI E GRATUITI
Un aspetto importante rimarcato durante la relazione del vicario giudiziale, riguarda i principi della celerità «come requisito essenziale del giusto processo» e la gratuità «nel rispetto del reale bisogno dei singoli, certificato dall’Isee familiare». I fedeli indigenti possono rivolgersi alla giustizia ecclesiastica usufruendo di una riduzione o un’esenzione delle spese processuali. Si stima che nel 2022 il ricorso ai patrocini gratuiti ha riguardato il 23% delle cause. In contemporanea c’è stato l’aumento delle richieste per essere assistiti dal patrono stabile, ossia un avvocato messo a disposizione dal tribunale, il cui patrocinio è stato gratuito per il 31 per cento dei casi. In totale, dunque, il 54 per cento dei processi sono stati parzialmente scontati o totalmente gratuiti.
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