Centomila clienti ex Banca Teatina ora sono con la Ubi

1 Marzo 2018

Finita l’acquisizione della ex Carichieti partita 9 mesi fa Il contratto integrativo esteso anche ai nuovi dipendenti

CHIETI. Banca Teatina è scomparsa definitivamente. E con lei anche la ex Carichieti. Ma i nuovi amministratori hanno assicurato che i suoi oltre 150 anni di storia non verranno dimenticati dal gruppo Ubi Banca, dove l’istituto di credito è confluito da lunedì scorso portando circa 100mila clienti. Nel fine settimana è stata completata la migrazione dei dati bancari, passaggio al alto impatto tecnologico che comunque non ha dato problemi.
«A seguito dell’avvenuta l’iscrizione, in data 22 febbraio, presso i competenti Registri delle Imprese, dell’atto di fusione per incorporazione in Ubi di Banca Teatina, stipulato lo scorso 20 febbraio», fa sapere la banca, «è stata completata con successo la migrazione della stessa banca sul sistema informativo di gruppo, garantendo, sin dal primo giorno, la piena operatività di tutte le filiali migrate, senza alcun disagio di rilievo per la clientela».
La migrazione ha coinvolto 58 filiali e punti operativi, 682.166 anagrafiche di clientela, 73.395 conti correnti, 30.762 depositi titoli, e ha richiesto l’impegno di circa 1.100 dipendenti nella fase preparatoria e post migrazione. L’operazione conclude il processo di riconfigurazione del gruppo bancario (iniziato nel novembre 2016 con l’avvio dell’integrazione delle sette banche rete che hanno dato vita a Ubi) conclusosi con quattro mesi di anticipo nel febbraio 2017 e proseguito con la rapida integrazione delle tre banche acquisite a maggio 2017. Banca Teatina, la ex Carichieti, è l’ultima delle tre banche acquisite a concludere il passaggio in Ubi.
«Il nostro gruppo», fanno sapere da Ubi, «ha compiuto con successo 10 migrazioni in 15 mesi, confermando le nostre capacità progettuali e di execution».
Il responsabile della macro area Marche-Abruzzo, da cui ora dipendente la direzione territoriale di Chieti, Nunzio Tartaglia si dice «soddisfatto di come sono andati questi primi tre giorni di nuovo corso derivante dall’integrazione in Ubi, anche se un bilancio compiuto potremo farlo solo tra qualche settimana, quando sarà completata la fase di assestamento. I problemi che abbiamo affrontato erano del tutto previsti e sono stati risolti velocemente anche grazie all’affiancamento che i colleghi di Ubi hanno fatto nelle filiali ex Carichieti».
Buone notizie arrivano anche per i lavoratori: c’è stato l’accordo sindacale che permette l’estensione graduale del contratto integrativo Ubi anche ai lavoratori delle tre banche acquisite, la ex Carichieti e anche le ex Banca Marche e Banca Etruria. (a.i.)