Centrale a biomasse e fumi Dossier boccia i controlli

L’Istituto superiore di sanità nel 2011: «Le verifiche non rispondono alle leggi» Il sindaco: «Voglio vederci chiaro». Lanci (Nsc): «Almeno un anno di rilevamenti»
TREGLIO. Una stazione mobile per rilevare la qualità dell’aria che resti in paese per un anno, la risposta immediata da parte degli enti sovracomunali sulla pericolosità dei fumi emessi dalla centrale a biomasse e dal sansificio Vecere e la garanzia da parte dell’amministrazione comunale di Treglio che non rinnoverà l’autorizzazione al sansificio per i prossimi anni, come invece avvenuto in passato. Sono le richieste, più che mai perentorie, dell’associazione Nuovo Senso Civico, allertata da continue segnalazioni su disturbi e disagi dei cittadini di Treglio legati al fumo, al rumore e all’odore che si espande ormai da anni dai due impianti. A sollevare ancora di più l’attenzione sul peso che le industrie hanno sul territorio, è anche la recente lettera protocollata al sindaco, Massimiliano Berghella, di tre insegnanti della scuola primaria del paese che segnalano di non poter effettuare le lezioni di educazione fisica all’aperto e nemmeno far cambiare l’aria nelle aule, a causa della puzza che a seconda della pressione atmosferica si espande per tutto il territorio comunale e anche oltre.
Il sindaco. «Mi sono subito attivato su più canali dopo la segnalazione delle maestre», interviene il sindaco Berghella. «Con le sollecitazioni scritte nei giorni scorsi a Regione, Arta e Asl ho chiesto un incontro al presidente dell’Arta, al direttore generale Asl e alla dirigente responsabile del settore ambiente. Inoltre, ho scritto anche al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, e all’assessore all’ambiente, Mario Mazzocca. Su questa questione non transigo: voglio vederci chiaro. Se non avrò risposte certe e immediate sono pronto ad azioni più eclatanti».
Il documento dell’Iss. Intanto dai cassetti di Palazzo di città spunta anche un documento dell’Istituto superiore della sanità (Iss), datato 29 dicembre 2011. Secondo quel rapporto che si basa sulle documentazioni ricevute dalla società Gct, Gestione calore Treglio, proprietaria della centrale a biomasse, «i metodi proposti dalla società per il controllo continuo delle emissioni (Sme) non rispondono ai riferimenti attualmente in vigore». L’Istituto superiore di sanità suggerisce alcuni metodi per controllare le emissioni, ma aggiunge: «Le emissioni diffuse, come sottolineato dai riferimenti normativi nazionali e comunitari, si aggiungono a quelle convogliate fornendo un importante contributo al carico inquinante di questi cicli produttivi». Si tratta del famoso “carico di inquinanti” di cui ha sempre parlato Nuovo Senso Civico (Nsc) in riferimento ad un’area sottoposta già ad un’altissima concentrazione di impianti potenzialmente inquinanti, tra cui anche uno che fonde la plastica, oltre allo smog di un traffico molto sostenuto su via per Treglio. «Un secondo aspetto da non sottovalutare per la protezione della salute umana», prosegue la nota dell’Iss, «è la predisposizione di un monitoraggio ad hoc per i microinquinanti organici ed inorganici, come il materiale particellare sospeso (ad esempio i famigerati Pm10 ndc) con una serie di postazioni di monitoraggio». Cosa che, invece, segnalano oggi il sindaco Berghella e Nsc, «non è mai avvenuta».
Nuovo Senso Civico. «Se qualcuno avrà malori, soprattutto se bambino», interviene Alessandro Lanci, presidente di Nsc, «dovuto ai fumi, siamo pronti a denunciare dal primo all’ultimo tutti gli enti che ci hanno detto di non preoccuparci. Quanto alla scuola è una questione anche di diritti civili: perché un bambino di un qualsiasi altro comune può aprire le finestre e giocare all’aperto e a Treglio non può farlo?».
Daria De Laurentiis
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