Centrale a biometano vicino alla Fondovalle Incontro a Cupello sul progetto Hoffenberg
CUPELLO. Un incontro informativo per fugare dubbi e perplessità sulla centrale a biometano che dovrebbe sorgere a ridosso della fondovalle Treste, di fronte a uno degli impianti della Stogit. È...
CUPELLO. Un incontro informativo per fugare dubbi e perplessità sulla centrale a biometano che dovrebbe sorgere a ridosso della fondovalle Treste, di fronte a uno degli impianti della Stogit. È quello promosso nei giorni scorsi dall’amministrazione comunale che, insieme ai tecnici della società proponente, la Hoffenberg srl di Perugia, ha voluto incontrare i cittadini per illustrare il progetto accolto con qualche timore dai residenti della contrada cupellese. «L’impianto non ha emissioni in atmosfera perché non c’è combustione», hanno spiegato, «non si sentirà alcun odore, perché è proprio l’odore che ci serve per produrre biometano ed è nostro interesse che non venga disperso nell’ambiente, mentre il prodotto finale della digestione anaerobica verrà utilizzato per produrre un fertilizzante solido. Non vi è particolare impatto acustico perché non ci sono motori. L’aspetto positivo è che la centrale può utilizzare quegli scarti dell’agricoltura che oggi per le attività del territorio sono un costo; attraverso la centrale, invece, diventerebbero una risorsa». I tecnici della società hanno insistito molto su un aspetto: non è previsto alcun tipo di combustione, cioè non si brucia nulla. L’impianto verrà alimentato con scarti provenienti da attività agricole e di allevamento, conferiti in vasche completamente coperte. Potrebbero esserci anche delle ricadute occupazionali. Perplessità e dubbi non sono stati completamente spazzati via dalle spiegazioni della Hoffenberg. Cupello, e in particolar modo Monfalfano, dagli anni cinquanta ha sul proprio territorio impianti di ben altra portata e i cittadini chiedono la massima chiarezza. Alcuni vorrebbero visionare il progetto. Per altri il no è categorico. Il vicesindaco, Fernando Travaglini, che abita nella contrada, ha cercato di rasserenare gli animi: «Non dobbiamo decidere oggi, siamo qui per farci un’idea, approfondire e poi dire la nostra». (a.b.)

