Centri antiviolenza “promossi”: ora sono servizi del Piano sociale

Le associazioni “Donn.è” e “Non sei sola” uniscono le forze: più ore di assistenza nelle due sedi Nell’ultimo anno 73 situazioni critiche prese in carico: si abbassa l’età media di chi chiede aiuto
ORTONA. Il potenziamento della rete contro la violenza di genere da oggi servizio ufficiale del Piano sociale distrettuale. È quanto formalizzato ieri mattinata nella sala Eden, alla presenza dell’assessore alle Politiche sociali Paola Di Sipio e alle due responsabili dei centri antiviolenza che operano sul territorio, Michela Leone per “Donn.è” e Lara Di Paolo per “Non sei sola”. Un incontro informativo di presentazione di questo servizio coprogettato con l’Ats “Unite si può”, costituitasi proprio dall’unione dei due centri, già riconosciuti dalla Regione come aventi i requisiti per operare nel contrasto alla violenza di genere. «Si scrive una nuova pagina», dice l’assessore Di Sipio, «istituzionalizziamo un servizio da sempre presente sul territorio e divenuto ormai fondamentale». Si concretizza, dunque, un progetto importante, fortemente sostenuto da tutte le parti coinvolte. «Si tratta», spiega la presidente Leone, «di una buona prassi territoriale al fine di garantire alle donne e ai loro figli un formale supporto per la fuoriuscita dalle situazioni di violenza, grazie al quale è possibile indurre anche un cambiamento culturale che abbia come punto di partenza la parità di genere».
Nel merito, molte sono le attività che saranno svolte dall’Ats nelle sedi di Ortona, in corso Vittorio Emanuele e via Papa Giovanni XXIII, al servizio di tutto l’ambito sociale distrettuale. «L’accoglienza telefonica e in presenza che rappresenta il primo contatto attraverso cui si effettua l’analisi della richiesta e dei bisogni», spiega Di Paolo, «aumenterà la copertura settimanale garantita che da 27 ore passerà a 33». Inoltre, continua la responsabile di “Non sei sola”, l’Ats si occuperà di rispondere alle richieste di emergenza provenienti dai nodi della rete antiviolenza ortonese fornendo, in caso di situazione di elevato rischio, gli strumenti per intervenire. Tra le attività messe a disposizione delle utenti anche il servizio di consulenza legale, con l’obiettivo di indirizzare le donne ad una tutela, lì dove richiesta, anche verso professionisti che operano con il gratuito patrocinio. In più, il servizio di consulenza psicologica e accompagnamento in strutture protette, quello di orientamento all’autonomia abitativa e lavorativa e l’attività di formazione della rete territoriale antiviolenza. Infine, prevenzione e sensibilizzazione sul fenomeno con particolare attenzione alle azioni in occasione della Giornata internazionale del 25 novembre. A tal proposito è necessario sottolineare come l’inserimento stabile e formale di questo servizio nel Piano sociale distrettuale derivi da un’analisi attenta dei dati. Entrambi i centri, nell’ultima annualità, hanno registrato 266 contatti telefonici. Di questi, circa 60 sono state le richieste effettive di aiuto. In totale 73 le prese in carico.
Dieci le situazioni d’emergenza e 5 le donne messe in protezione o in case rifugio. Tra gli aspetti su cui riflettere, l’abbassamento dell’età media delle donne che si rivolgono ai centri. Spesso si parla di donne, tra i 30 e i 49 anni coniugate o in fase di separazione.
Benedetta Paludi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

