Centri di ricerca Febbo: tutto fermo e il futuro è incerto

1 Ottobre 2016

CHIETI. «Nulla di fatto. Dopo i lavori delle commissioni consiliari, dove si è arenata la problematica dei Centri di ricerca, diventa sempre più difficile che il Cotir, Crab, Crivea possano ricevere...

CHIETI. «Nulla di fatto. Dopo i lavori delle commissioni consiliari, dove si è arenata la problematica dei Centri di ricerca, diventa sempre più difficile che il Cotir, Crab, Crivea possano ricevere il milione di euro stanziato con legge regionale. Infatti, nonostante le rassicurazione dell’assessore regionale alle politiche agricole, ad oggi ancora non vi sono soluzioni definitive per il futuro della ricerca in Abruzzo». È il commento del presidente della Commissione vigilanza e consigliere regionale Mauro Febbo (nella foto) all’indomani dei lavori del consiglio regionale. «Anche la strada intrapresa come soluzione, ossia quella di cedere ai tre Centri il patrimonio al fine di riportare i bilanci in attivo e rispondere ai prossimi bandi, sembra tortuosa e amministrativamente difficile. A oggi», commenta Febbo, «registriamo da parte della Regione un certo lassismo nei confronti del Cotir, Crab e Crivea visto che dopo due anni e mezzo gli enti, a guida dei liquidatori, ancora non riescono a definire un futuro certo. Un’esecutivo regionale che in questi anni ha fatto e disfatto in tutti gli enti regionali tranne che per Centri di ricerca. Dopo la fase di liquidazione accompagnata da proclami roboanti e che dura da due anni, i tempi dovrebbero essere più che maturi per decidere quale iter intraprendere per dare un futuro certo ai lavoratori. Oggi», conclude Febbo, «è indispensabile trovare la soluzione».