Centri disabili chiusi, a rischio l’assistenza

Diversi servizi sospesi a causa del virus ma partono le iniziative di supporto a distanza e domiciliari
LANCIANO. L’emergenza coronavirus mette a rischio l’assistenza ai disabili e alle loro famiglie. La difficile situazione sanitaria e le disposizioni ministeriali sempre più restrittive hanno, infatti, portato alla chiusura di centri semiresidenziali e riabilitativi. Dal 10 marzo tra i servizi sospesi ci sono anche quelli dell’Anffas onlus di Lanciano, attiva da più di 20 anni. Sono fermi il centro socio-educativo-occupazionale “L’Aquilone”, il servizio trasporti, il “Sai?” (accoglienza e informazione) e il “Servizio di formazione all’autonomia”. Ma non si ferma la motivazione e la volontà di essere al fianco dei ragazzi e delle loro famiglie. Così soci, volontari ed équipe multidisciplinare si sono attivati per creare l’iniziativa “Tu resta a casa, L’Aquilone vola da te”, che prevede supporto di tipo sociosanitario, psicologico ed educativo, sia a distanza che, dove necessario, in modalità domiciliare.
Il programma è stato avviato dal 12 marzo con contatti di mappatura dei bisogni degli utenti e delle loro possibilità e competenze tecnologiche. A chi, ad esempio, non aveva un pc sono stati forniti supporti informatici e poi installati programmi di collegamento o videoconferenza a distanza. Sono stati attivati laboratori di teatro, scrittura creativa, musicoterapia ed arteterapia in video connessione, cui si sono aggiunti la produzione e l’invio telematico di materiali stimolo per il lavoro indipendente di tipo cognitivo, per le abilità domestiche, la motricità globale e la manualità. Attualmente sono 25 gli utenti seguiti in modalità attiva, sui circa 60 provenienti anche da altri comuni, tutti comunque seguiti per telefono, vista la carenza di supporti tecnologici. Sono operativi anche uno sportello di ascolto psicologico, uno informativo di tipo sociosanitario ed uno di supporto educativo.
Anche il “Sai?” continua ad affiancare i caregiver nel disbrigo delle consuete pratiche e di quelle relative al periodo di emergenza. «Lo scopo è restare un punto di riferimento per le persone di cui ci si prende quotidianamente cura e non solo», sottolinea il presidente Carlo Martelli, «supportandole in questo difficile momento e permettendo loro di avere costanti contatti sociali e relazionali, di continuare con le attività abilitanti di cui fruivano, di godere di un momento di svago in queste lunghe giornate».
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